17 ottobre 2021
Aggiornato 18:00
Istituzioni | Presidenza Camere

Centro in subbuglio, Monti sta giocando la sua partita

Dentro il variegato mondo di «Scelta Civica Con Monti per l'Italia», non mancano le voci critiche sulla sortita di Mario Monti, che ha fatto rendere pubblica la sua «disponibilità» ad essere eletto Presidente del Senato

ROMA - «Si è reso conto che gestire un movimento, tanto più se composto da così tante anime diverse, non è proprio il massimo... E allora si sta giocando l'unica partita possibile, quella personale». Dentro il variegato mondo di «Scelta Civica Con Monti per l'Italia», non mancano le voci critiche sulla sortita di Mario Monti, che ha fatto rendere pubblica la sua «disponibilità» ad essere eletto Presidente del Senato.

AMBIZIONE PERSONALE - La versione ufficiale, affidata al coordinatore di Scelta Civica Andrea Olivero, assicura che non si tratta di una «ambizione personale» ma una di «disponibilità» al fine di «sbloccare la situazione» e favorire «la nascita di un governo di larghe intese con il dialogo tra Pd e Pdl». Con la precisazione che «senza un'intesa che porti alla nascita di un governo, ovviamente non siamo più interessati». Ma chi nell'aggregato centrista vede con diffidenza questo tentativo, dà tutt'altra lettura: «La presidenza del Senato può essere in primo luogo il trampolino per ricevere eventualmente un nuovo incarico a formare un governo, una volta fallito il tentativo di Bersani». E comunque, in prospettiva, «può essere l'unico modo per rientrare nella partita del Quirinale».

PD OSTILE - Un quadro che incontra ovviamente anche l'ostilità del Pd, che invece vuole la presidenza di palazzo Madama proprio per continuare a gestire anche un eventuale incarico esplorativo affidato alla seconda carica dello Stato. E che sottolinea l'ulteriore difficoltà istituzionale in cui si troverebbe il Presidente della Repubblica dopo le dimissioni di Monti (se eletto presidente del Senato) da presidente del Consiglio in carica per gli affari correnti con la necessità, spiega il neo deputato Andrea Giorgis, esperto di diritto costituzionale, «di conferire un incarico pieno a un Premier in tempi ancora più brevi di quanto la situazione contingente già richiede, visto che nel frattempo a capo del governo ci sarebbe il ministro più anziano, cioè Piero Giarda». Nel frattempo, infatti, la supplenza di Monti a capo del Governo sarebbe affidata al ministro più anziano, cioè Piero Giarda, come prevede la legge 400 del 1987, articolo 8, che tuttavia, fa notare ancora Giorgis, sarebbe applicata «in maniera inedita», visto che la supplenza è prevista solo «in caso di assenza o impedimento temporaneo del Presidente del Consiglio dei Ministri».