27 gennaio 2021
Aggiornato 13:30
Giustizia | Strage di Ustica

Priore: Finita la copertura per un grande segreto internazionale

Il Giudice: «Adesso sono i governi che devono bussare alle porte di quei Paesi che non hanno voglia e coraggio di parlare di questa vicenda: oggi siamo di fronte a dei regimi diversi da quelli durante i quali si determinò l'evento, quindi potrebbe essere cambiata qualche cosa»

ROMA - «Adesso sono i governi che devono bussare alle porte di quei Paesi che non hanno voglia e coraggio di parlare di questa vicenda: oggi siamo di fronte a dei regimi diversi da quelli durante i quali si determinò l'evento, quindi potrebbe essere cambiata qualche cosa». Lo ha affermato il giudice Rosario Priore, all'indomani della sentenza della Cassazione in sede civile che fa sua la tesi del missile per l'abbattimento del Dc9 nel giugno dell'80, questa mattina ai microfoni di Radio Città Futura.

DETERMINANTE L'AUTOREVOLEZZA DI MONTI - «C'è stata una necessità di coprire un qualche grande segreto e quindi tutti coloro che avevano interesse che questo segreto non fosse rivelato - ha detto Priore - lì s'annida la fonte dei depistaggi, cioè degli ostacoli alla giustizia penale, confermando la tesi secondo cui la strage di Ustica rientrerebbe in una guerra sotterranea tra l'Italia e l'asse anglo-francese per il possesso delle fonti di energia. C'è una difficoltà della verità a farsi largo a causa di resistenze ancora molto forti - ha proseguito Priore - soprattutto dopo la guerra contro il regime libico». Quale Presidente del Consiglio avrebbe quell'autorevolezza per fare questa mossa? «Non voglio fare scelte politiche, ma mi sembra che l'autorevolezza in Europa di Monti sia determinante - ha spiegato Priore - ma non è una scelta mia politica ai fini delle elezioni penso solo alla credibilità che ha sempre avuto e che ha acquisito maggiormente in questi ultimi mesi».