Non c'è accordo sulla riforma elettorale
L'ultima proposta di Roberto Calderoli sul premio a scaglioni non è piaciuta al PD e - infaticabile, anche se oggi pomeriggio ha candidamente dichiarato «mi fuma la testa» - il senatore della Lega ne ha sfornata un'altra di cui ancora non si conoscono i dettagli ma su cui si tenta l'ultima mediazione
ROMA - Non c'è ancora l'accordo sulla riforma elettorale: l'ultima proposta di Roberto Calderoli sul premio a scaglioni non è piaciuta al Pd e - infaticabile, anche se oggi pomeriggio ha candidamente dichiarato «mi fuma la testa» - il senatore della Lega ne ha sfornata un'altra di cui ancora non si conoscono i dettagli ma su cui si tenta l'ultima mediazione: «Stasera tiro giù la clèr», cioè la saracinesca, fa sapere l'autore del Porcellum.
Salta dunque la seduta notturna della commissione Affari Costituzionali del Senato fissata per questa sera alle 21, in attesa che i partiti si esprimano sull'ultimo 'lodo': «Proseguono i contatti tra le forze politiche e i gruppi parlamentari - assicura il presidente della Commissione, Carlo Vizzini - tenendo conto del tempo che ci resta a disposizione. Domani la Commissione è convocata alle 9 del mattino ma c'è anche un altro punto all'ordine del giorno, vedremo quale affrontare prima».
Vizzini: Se sarà confermata aula mercoledì mi adopererò per testo - La riforma dovrebbe approdare in Aula mercoledì 28 novembre: «Se non ci saranno modifiche al calendario - spiega Vizzini - mi adopererò in modo che ci sia un testo per l'assemblea dopodomani. Se troviamo un accordo ci bastano due ore per dare il via libera in Commissione». Altrimenti si va in Aula col ddl Malan, sottolinea il Presidente. Il problema, ammette Vizzini «è che i partiti sono diventati troppi, più di quelli ufficiali».
Insomma, la partita sulla riforma appare davvero complessa. E più di un senatore fa notare come sia difficile trovare un accordo nella settimana della campagna per il ballottaggio tra Renzi e Bersani e dell'annuncio di una nuova Forza Italia da parte di Silvio Berlusconi. «Siamo in sala parto - dice Calderoli - ma è podalico e plurigemellare...»
Bersani: Governabilità o rischiamo osso del collo - «Dobbiamo avere una legge elettorale che garantisca un sistema di governabilità». Lo ha ribadito il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, commentando i risultati sull'affluenza alle primarie del centrosinistra. Se il centrosinistra andrà al governo, ha spiegato, «proporrei il doppio turno di collegio».
«Abbiamo fatto operazione che in ogni caso vale» ha detto Bersani riferendosi alle primarie di ieri. «Confermo l'impegno e volontà di raccogliere la proposta del presidente della Repubblica - ha aggiunto - ma c'è quel punto limite lì» legato alla governabilità «che bisogna che se ne rendano con tutti... Rischiamo l'osso del collo. Se la prossima legislatura avremo la maggioranza, riproporrei il doppio turno di collegio».
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