28 febbraio 2020
Aggiornato 07:30
Il caso Lombardia

Formigoni: Alle elezioni in tempi rapidissimi

Il Consiglio regionale della Lombardia interromperà in anticipo la legislatura «entro una settimana». A dettare la scadenza, sulla base delle dimissioni dei consiglieri del Pdl già nella mani del capogruppo, è Formigoni che intende andare al voto già la domenica prima di Natale o al massimo entro metà gennaio 2013. Tosi: «Non penso potremo sostenere candidato non leghista»

MILANO - Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha detto che procederà «in settimana» al varo di una nuova giunta formata da soli tecnici. Durante il suo intervento che ha aperto la seduta odierna del Consiglio regionale, Formigoni ha anche ribadito il suo obiettivo di andare a elezioni anticipate «in tempi rapidissimi», anche a 45 giorni dallo scioglimento del Consiglio regionale.
Il Consiglio regionale della Lombardia interromperà in anticipo la legislatura «entro una settimana». A dettare la scadenza, sulla base delle dimissioni dei consiglieri del Pdl già nella mani del capogruppo, è Formigoni che intende andare al voto già la domenica prima di Natale o al massimo entro metà gennaio 2013. Il presidente lombardo ha ricordato che entro la prossima settimana intende varare la nuova giunta e spingere perché il Consiglio regionale modifichi la legge elettorale togliendo il 'listino bloccato'. Nel caso l'assemblea non raggiunga l'obiettivo in tempo l'intenzione di Formigoni e del Pdl è comunque quella di procedere verso il voto anticipato. La data la decide il prefetto, ma comunque entro novanta giorni.
Secondo Formigoni l'attuale periodo di crisi economica impone infatti di ridurre al minimo la durata della campagna elettorale. Quanto ai costi l'accorpamento con le politiche ad aprile permetterebbe senz'altro di risparmiare, ma per il presidente della Lombardia bisogna «guardare al danno minore perchè tre mesi o più senza governo sarebbero» perdere più soldi ai cittadini lombardi.

Meloni (Pdl): Andare subito al voto - «Sarebbe meglio andare a votare subito, non credo che abbia senso andarci a febbraio. Per quanto riguarda il candidato, sono per sceglierlo attraverso le primarie. Se c'è un'alleanza, bisognerebbe farle di coalizione». Lo ha detto Giorgia Meloni, deputata del Pdl, intervenendo ad Agorà, su Rai Tre.
«Sarebbe ingeneroso per il governo Formigoni trascinarsi sugli scandali senza che l'attenzione sia posta sugli obiettivi raggiunti in questi anni».

Tosi: Non penso potremo sostenere candidato non leghista - «Per noi la candidatura resta quella di Maroni. Non penso che la Lega accetterebbe mai di sostenere un candidato che non sia della Lega per la Lombardia per rispetto dei patti. Il patto era alleanza a Roma e le tre regioni più importanti del Nord, cioè Lombardia, Piemonte e Veneto, a guida leghista. Se il Pdl propone un candidato non della Lega, vuol dire che il Pdl non vuole l'alleanza con la Lega». Lo ha detto Flavio Tosi (Ln), sindaco di Verona intervenendo ad Agorà, su Rai Tre.
«La candidatura deve essere autorevole, che goda di consenso anche al di là dell'elettorato leghista - continua Tosi - Per questo penso che la candidatura di Roberto Maroni, che è una persona rispettabilissima e stimata, sarebbe la più giusta».
«Se non ci fosse stato il caso Lombardia non si porrebbe la questione delle alleanze per la Lega. Se si vota ad aprile, sia per le elezioni politiche che per la regione Lombardia, è più semplice parlare di alleanze. Votare in maniera disgiunta vuol dire 40-50 milioni di euro spesi per niente».

Brunetta: Sì a primarie, verso rassemblement moderati - «Se si facessero le primarie in Lombardia sarei d'accordo». Lo ha detto Renato Brunetta del Pdl questa mattina a Omnibus su La7.
«E' una mia idea ma queste primarie dovrebbero precostituire quel rassemblement dei moderati, con Lega e magari anche con l'Udc, e andare alla ricerca di quei volti e di quelle personalità di grande consenso. Credo che potrebbe essere una sperimentazione tale da dare indicazioni importanti per le prossime elezioni politiche» - ha concluso.