17 febbraio 2020
Aggiornato 16:00
Il caso Lombardia

Pisapia: Un grande arcobaleno illuminerà la Lombardia

Queste le parole con cui si conclude la lettera che il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha inviato alla manifestazione per chiedere le dimissioni del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, in corso sotto palazzo Lombardia a Milano

MILANO - «Sono e sarò con voi, insieme ce la faremo, dopo il diluvio, un grande arcobaleno illuminerà la Lombardia». Queste le parole con cui si conclude la lettera che il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha inviato alla manifestazione per chiedere le dimissioni del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, in corso sotto palazzo Lombardia a Milano. «I balletti sulle date, le dichiarazioni di queste ultime ore, di quel che possiamo ormai chiamare ex maggioranza alla Regione Lombardia, dimostrano sempre di più l'assoluta necessità di tornare al più presto al voto per voltare pagina dopo anni di malgoverno della destra. A Milano, a Monza, a Como e in tanti altri Comuni, è già successo, adesso tocca alla Lombardia», ha proseguito Pisapia nella sua lettera che è stata letta dal palco, dato che il sindaco non ha potuto essere presente in piazza per impegni istituzionali.

RIBELLARSI AD UN POTERE ORMAI MORENTE - Nella missiva Pisapia ribadisce, «prima di tutto da cittadino lombardo, che Milano e la Lombardia si devono ribellare ad un potere ormai morente di cui vediamo ogni giorno gli effetti devastanti». «Il fatto che si ipotizzi concretamente che la criminalità organizzata sia riuscita ad entrare in profondità nella vita di una istituzione pubblica importante come la Regione, non può che suscitare sgomento e preoccupazione», ha scritto Pisapia, sottolineando che «grandi sono le responsabilità di chi, governando questa Regione, ha permesso che ciò potesse accadere».
«La buona politica, sobria e responsabile, è diventata oggi indispensabile perché non vincano qualunquismo e sfiducia», ha concluso il sindaco, spiegando che «si tratta di una sfida che tocca tutti, anche noi, ma sono certo che la sapremo vincere».