11 dicembre 2019
Aggiornato 17:30
Decretone sanità

Bersani: Dove sono le risorse per riorganizzare la medicina di base?

Il leader del PD: Nel decreto legge cose buone e cose che vanno cambiate. D'accordo anche Ignazio Marino: «Il decreto approvato dal consiglio dei Ministri unisce buone intenzioni ad evidenti incoerenze perciò in parlamento dovremo necessariamente apportare modifiche»

ROMA - «Il Partito Democratico è per la qualificazione del sistema sanitario, la riduzione degli sprechi e la garanzia delle risorse. Sono queste le premesse sulla base delle quali valutiamo il decreto del governo, che contiene cose buone e cose che vanno cambiate». Lo ha affermato in una nota il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, parlando del decreto sulla sanità. «Bastano un paio di esempi - ha sottolineato - per spiegare che cosa non va. Il primo: dove sono le risorse per la riorganizzazione della medicina di base? Si è sicuri di non fare proclami a vuoto? Il secondo esempio: sono chiaramente inadeguati i meccanismi per la scelta dei primari che dovrebbero garantire la qualità delle scelte».
«Su questi e altri punti ancora - ha osservato Bersani - è opportuno che il governo e le regioni aprano un confronto serrato per dare concretezza alla fattibilità delle cose che si promettono. Di tutto questo il Pd intende in ogni caso discutere in Parlamento. Per noi il miglioramento della Sanità è un punto fondamentale per la vita dei cittadini, tanto più in una fase di crisi».

Marino (Pd): In dl Balduzzi buone intenzioni e incoerenze - «Il decreto approvato dal consiglio dei Ministri unisce buone intenzioni ad evidenti incoerenze perciò in parlamento dovremo necessariamente apportare modifiche». Così in una nota il senatore del Pd Ignazio Marino secondo il quale «è ottima l'idea di fornire ai cittadini finalmente una assistenza territoriale h24, valorizzando il lavoro dei medici di famiglia; ma è una rivoluzione a metà perché non è previsto alcun obbligo associativo. Quali risorse potranno utilizzare le Regioni più in difficoltà per promuovere e avviare tali servizi territoriali? Senza fondi - spiega - rischiamo che, ancora una volta, siano solo le regioni più ricche a poter attuare la riforma».
Non vanno nella direzione giusta, poi, le regole sull'intramoenia. «Le strutture private che ospitano l'attività libero-professionale dei medici - dice Marino - potranno anche collegarsi in rete con le Asl, si potranno controllare le tariffe e tracciare i pagamenti, ma tutto questo non risolve né il problema delle liste di attesa, né il nodo della continuità delle cure. Il medico starà comunque fuori dall'ospedale, non disponibile in caso di emergenza, lontano dai propri pazienti. E' chiaro - conclude - che non si tratta di norme che miglioreranno la qualità dell'assistenza nella nostra sanità pubblica».

Bene soglia alta succo, ora tracciabilità etichette - «L'innalzamento al 20 per cento della concentrazione minima di succo nelle bibite a base di frutta, disposto ieri dal Consiglio dei ministri su proposta dell'ottimo ministro Balduzzi, è un grande risultato da difendere ad ogni costo, fuori e dentro il Parlamento». Lo ha affermato in una nota Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd della commissione Agricoltura della Camera dei deputati.
«Il provvedimento, che recepisce una proposta del Partito democratico, rappresenta - ha sottolineato - un passo fondamentale nella direzione di una nuova e responsabile normativa che metta al centro la salute dei cittadini e la tutela del lavoro nel settore agrumicolo nazionale. Per capire la portata sociale ed economica di questa misura - ha aggiunto il deputato PD - basti pensare che l'aumento della percentuale corrisponde all'utilizzo di circa 200 milioni di chili in più di arance all'anno».
«Ora occorre continuare a camminare su questo sentiero, lavorando al miglioramento della disciplina sull'etichettatura e garantendo - ha concluso Oliverio - la tracciabilità della provenienza della frutta. Va poi assicurata una reale e veloce applicazione della nuova normativa, da sempre bersaglio delle grandi lobby internazionali delle bibite gassate. Questo, sin da ora, è l'impegno del Pd».