3 dicembre 2020
Aggiornato 09:00
I dati dell'AIDAA

Vivisezione, da inizio anno test già su 430mila animali

Di questi meno del 30% utilizza i cani mentre le altre sperimentazioni avvengono su altri animali la cui importazione in Italia non è vietata (come non è vietato ad oggi e non lo sarà domani importare i cani) anzi viene favorita dalla nuova legge europea in votazione al Senato

ROMA - Dall'inizio del 2012 ad oggi sono entrati nel laboratori di vivisezione e sperimentazione animale in Italia 430.584 animali compresi cani, gatti, ratti, scoiattoli, scimmie e anche pesci. Lo dice l'Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa), per la quale «si tratta di un numero impressionante che dimostra come in Italia il problema della sperimentazione animale non riguarda solo il campo medico-farmaceutico o il campo dei farmaci veterinari, ma abbraccia un ampia gamma di esperimenti».

MENO DEL 30% SUI CANI - «Di questi meno del 30% utilizza i cani mentre le altre sperimentazioni avvengono su altri animali la cui importazione in Italia non è vietata (come non è vietato ad oggi e non lo sarà domani importare i cani) anzi viene favorita dalla nuova legge europea in votazione al Senato».
«Nel nostro Paese, secondo le autorizzazioni concesse nel 2008 sono molte le aziende che usano i cani. Bene la chiusura di Green Hill, ma occorre andare a fondo, il prossimo obbiettivo è quello di abolire la vivisezione dalle università pubbliche e private: sarebbe già un importante passo avanti verso la civiltà di questo paese», conclude l'associazione.