19 gennaio 2020
Aggiornato 23:00
Il Governo e la crisi economica

Monti insiste sulla crescita

Deve essere questo l'oggetto del prossimo Consiglio dei ministri fissato per il 24 agosto, dopo la breve pausa estiva che Mario Monti e i suoi ministri si concederanno a cavallo di ferragosto. Riccardi: Politici e tecnici insieme, Monti riferimento

ROMA - Misure per la crescita. Deve essere questo l'oggetto del prossimo Consiglio dei ministri fissato per il 24 agosto, dopo la breve pausa estiva che Mario Monti e i suoi ministri si concederanno a cavallo di ferragosto. Lo ha spiegato il premier durante la riunione di oggi dove, dopo l'approvazione dei decreti legislativi di revisione delle circoscrizioni giudiziarie, la decisione di anticipare ai Comuni metà dell'ultima rata dell'Imu e la presentazione di un provvedimento per proteggere aziende nevralgiche da scalate straniere, si è aperto un breve dibattito sulla crisi economica.

Il Premier rientrerà a Roma il 20 agosto - Oltre a Monti hanno preso la parola anche il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, quello degli Esteri, Giulio Terzi, quello dei Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda. Tutti hanno ribadito che occorre prepararsi al Cdm del 24 che deve avere come oggetto il rilancio della crescita. Non c'è stato spazio durante la riunione invece per il punto sullo stato dei provvedimenti presi e di quelli da prendere da qui alla fine della legislatura, che il presidente del Consiglio aveva intenzione di fare sulla scorta della documentazione chiesta e fornita dai vari dicasteri. La giustizia e il delicatissimo tema del taglio dei tribunali hanno impegnato molto tempo. Ma i decreti legislativi andavano approvati visto che la delega al governo scade ai primi di settembre.
Dopo una pausa di dieci giorni Monti tornerà al lavoro a Roma lunedì 20 agosto, il giorno dopo l'intervento al meeting di Rimini.

Riccardi: Politici e tecnici insieme, Monti riferimento - Ci sono delle «comunanze» tra la stagione di De Gasperi e quella di Monti e si ravvisano nella «necessità di mettere insieme laici e cattolici, politici e tecnici». A illustrarle, in una intervista al Corriere della Sera, è il ministro Andrea Riccardi secondo il quale «il centro non può che fare bene al Paese» portando «istanza moderata e coesiva».
In questa stagione Mario Monti «potrà essere un riferimento cultural-politico ma non penso che farà il capolista o il capo partito».
«Io non lavoro a nessuna costruzione partitica e non mi presenterò alle elezioni» anche se «non c'è niente di male se alcuni ministri tecnici si impegnano in politica». «L'esperienza di Monti in una stagione di transizione, forse verso una terza Repubblica, mi sembra molto significativa» e «naturalmente non c'è copyright politico», l'eredità del suo governo «è di chi se la intesta con atti programmatici concreti».