19 gennaio 2020
Aggiornato 16:00
Centrodestra | Lega Nord

Calderoli contro Napolitano e i Tribunali della «terronia»

L'ex Ministro leghista: Inacettabili i diktat del Colle sulla legge elettorale, non siamo ancora una Repubblica presidenziale, se vuole si ricandidi. Usano la mafia per tenere i Tribunali della «terronia». Molteni: Il Governo si conferma a trazione meridionale. Fedriga: Stupisce la sudditanza del Pdl verso la Fornero

ROMA - «I diktat odierni e ripetuti, da parte del capo dello Stato, sulla dimensione della riforma costituzionale e sulla legge elettorale sono inaccettabili, considerato il ruolo e i poteri previsti dalla Costituzione in capo al Presidente della Repubblica e dimostrano che siamo diventati, senza che nessuno l'avesse votato, una Repubblica presidenziale». E' quanto afferma in una nota Roberto Calderoli, responsabile organizzativo federale e responsabile del territorio per la Lega Nord.
«A decidere saranno la politica e il Parlamento e non il suo nominato Monti o un presidente eletto dalla 'Casta' - avverte Calderoli -. Per questo ben venga l'elezione diretta del capo dello Stato e se l'attuale presidente, come apparirebbe dalla politica attiva che da mesi ha intrapreso, vuole essere riconfermato allora si candidi: ma ad eleggerlo, lui o chi altro, dovrà essere il popolo e non un Parlamento di nominati, come quello del 2006, da lui contestati per lo strumento con cui sono stati eletti, ma che invece accetta quando, come nel 2006 per l'appunto, ad essere eletto dai nominati è stato proprio lui».

Usano la mafia per tenere i Tribunali della «terronia» - «Utilizzano la scusa della mafia e della criminalità organizzata per mantenere in vita i tribunali della 'terronia', ricorrendo ad un termine recentemente sdoganato da Pierluigi Bersani, come se Cosa Nostra fosse spaventata dal numero dei tribunali, quando invece, probabilmente, la vicinanza della circoscrizione giudiziaria ai luoghi a più alta intensità dell'attività criminale potrebbe rendere persino più facili possibili infiltrazioni o condizionamenti».
«Come sempre, comunque, al Nord si taglia e al Sud si regala in termini di tribunali, di dazioni alla Sicilia, a Roma e a Taranto ecc ecc. E intanto il Nord affonda...», ha aggiunto.

Molteni: Il Governo si conferma a trazione meridionale - «Ancora una volta il governo Monti privilegia il sud a danno del nord salvando sei tribunali tutti dislocati tra Calabria, Sicilia e Lazio». Lo dichiara in una nota il capogruppo della Lega Nord in commissione Giustizia alla Camera, Nicola Molteni.
«Con l'approvazione del decreto legislativo sul riordino dei tribunali quello dei professori si conferma un esecutivo a trazione meridionale, che penalizza i cittadini e le imprese del nord tagliando servizi efficienti nella parte produttiva e ricca del Paese. La lotta alla criminalità organizzata viene praticata tanto al sud quanto al nord, ma ormai è chiaro che per il presidente Monti e il ministro Severino una parte del Paese deve solo lavorare e pagare le tasse, mentre l'altra può continuare a godere di privilegi e servizi frutto delle solite logiche clientelari applicate al meridione».

Fedriga: Stupisce la sudditanza del Pdl verso la Fornero - «Siamo francamente molto stupiti della sudditanza psicologica, e non solo, del Pdl nei confronti del ministro Fornero e della sua riforma in tema di pensioni. I colleghi del Pdl hanno evidentemente dimenticato di essere stati eletti dai cittadini e di dover dare conto a loro e non certo ai professori del Governo». Lo afferma il deputato Massimiliano Fedriga, responsabile Welfare e Lavoro della Lega Nord, commentando la perplessità espressa da Fabrizio Cicchitto e Giuliano Cazzola sul progetto di legge bipartisan licenziato dalla commissione Lavoro in materia di pensioni.
«Il nostro scopo - continua Fedriga - è quello di tutelare tutti gli esodati che per colpa della riforma Fornero sono rimasti senza stipendio, senza pensione e senza ammortizzatori sociali. Non è accettabile che il Governo pensi di far cassa e di rimpinguare le casse dello Stato a spese di lavoratori e pensionati che sono fra le categorie più pesantemente colpite dalla crisi. Ci spiace quindi - conclude il leghista - che i colleghi del Pdl seguano il Governo su questa strada che non solo è sbagliata ma che tradisce anche il mandato ricevuto dagli elettori».