30 settembre 2020
Aggiornato 11:30
Riunione nella sede del PPE a Bruxelles

Berlusconi: L'Europa fermi la speculazione ora

L'ex Premier: Il documento sulla «visione» per il futuro delll'Unione economica e monetaria, che sarà presentato stasera al vertice UE, contiene «misure per i prossimi sei anni, mentre servono decisioni immediate per fermare la speculazione»

BRUXELLES - Il documento sulla 'visione' per il futuro dell'Unione economica e monetaria, che sarà presentato stasera al vertice Ue di Bruxelles dai quattro presidenti del Consiglio europeo, della Commissione Ue, della Bce e dell'Eurogruppo, contiene «misure per i prossimi sei anni, mentre servono decisioni immediate per fermare la speculazione». Lo ha affermato il presidente del Pdl, Silvio Berlusconi, parlando con i cronisti a margine di una riunione nella sede del Ppe oggi a Bruxelles.

Abbiamo fatto tutto ciò che l'Europa e la BCE avevano chiesto - Nel Ppe, ha detto, «c'è la preoccupazione da parte di tutti per la crisi, che riguarda tutta l'economia europea. Ma il documento presentato dai quattro presidenti prevede misure per i prossimi sei anni, mentre noi abbiamo insistito perché ci siano anche misure immediatamente attuabili, che possano fermare la speculazione contro alcuni paesi virtuosi come è senz'altro l'Italia. Il nostro paese, infatti, ha concluso Berlusconi, «ha fatto praticamente tutto ciò che l'Europa e la Bce avevano chiesto ad agosto, e tutto questo è stato fatto al 90 per cento dal mio governo e poi ancora dal successivo governo dei tecnici».

Sulle riforme stiamo negoziando, abbiamo buone speranze - Le riforme istituzionali sono «quello che io sto cercando di fare», con «buone speranze» di poter ottenere gli obiettivi perseguiti.
«Ho fatto un passo indietro dal governo perché con questa Costituzione non si può governare il paese», ha osservato Berlusconi, aggiungendo: «Stiamo tentando, e la legge come sapete è all'attenzione del Senato: abbiamo ottenuto che il primo ministro possa nominare e rimuovere i ministri, e che sia un solo ramo del Parlamento ad approvare le leggi. E abbiamo, credo - ha proseguito il fondatore del Pdl - buone possibilità di approvare anche l'elezione diretta del presidente della Repubblica».
«Sugli altri due punti - ha aggiunto Berlusconi - stiamo ancora trattando: parliamo cioè di una diversa composizione della Corte Costituzionale e della possibilità per il governo di decidere in proprio sulla sussistenza dei requisiti di urgenza e necessità per l'adozione dei decreti legge».
Quanto alla legge elettorale, il presidente del Pdl ha osservato: «Anche questa è in discussione, e abbiamo qualche speranza».