5 aprile 2020
Aggiornato 04:00
Politiche & Inchieste | Il caso Lusi

Rutelli: Lusi è un ladro, e la stampa gli da credito

Il leader dell'API: Quanto durerà? Ieri ha cambiato nuovamente versione sulle sue menzogne. Per l'ex tesoriere oltre 7 ore di interrogatorio per cercare di far capire che lui sì ha compiuto fatti, ma al tempo stesso era solo l'anello di una catena, soggetto inserito in un sistema

ROMA - «Dunque, Lusi ha cambiato nuovamente la versione delle sue menzogne. Prima ha confessato di essersi impadronito di 12,9 milioni della Margherita per fare operazioni immobiliari ad esclusivo beneficio proprio. Poi ha sostenuto allusivamente di aver fatto queste ruberie nell'ambito di un 'mandato fiduciario' del gruppo dirigente del partito, smentito dalla moglie, che ha ammesso che il disegno era di appropriazione a beneficio della famiglia. Oggi, ammetterebbe di avere rubato un tot di milioni per sé, ma afferma nientemeno che ville e appartamenti, beni in Canada, a Roma, Genzano, Capistrello, Ariccia, tutti intestati a sé e ai familiari, erano accumulati per conto di una cosiddetta 'corrente rutelliana'!». E' quanto dichiara in una nota il leader di Api, Francesco Rutelli.

Molta stampa continua a dare credito al ladro - «In verità - prosegue - la lettura dei titoli di molti giornali pone un problema grave: da ormai 5 mesi, non contano rigorose precisazioni né analitiche confutazioni basate sui fatti (oltre alle severe autocritiche sui controlli dei bilanci); sembra non contare neppure la solidità dell'impianto accusatorio dei Pubblici Ministeri, convalidato dal GIP e dal Tribunale del Riesame. Molta stampa continua a dare credito al ladro, ingannatore e calunniatore, evidentemente ignara di doveri deontologici e giuridici. Qualunque cosa dica; in qualunque modo si contraddica; qualunque calunnia profferisca, Lusi ottiene titoli distruttivi per l'onorabilità di persone perbene. Egli non è credibile? La verità finisce comunque schiacciata sotto le menzogne del calunniatore. Egli sa di poter diffamare e mentire: le sue palesi menzogne saranno comunque amplificate. Il suo percorso di uomo libero si è fermato. Ma quanto a lungo durerà il tormento delle sue vittime?».

Interrogatorio fiume e il Senatore attacca tutti - Oltre 7 ore di interrogatorio per cercare di far capire che lui sì ha compiuto fatti, ma al tempo stesso era solo l'anello di una catena, soggetto inserito in un sistema. Luigi Lusi dopo quasi due giorni di carcere, in maniche di camicia e «sereno» - come lo annunciano i suoi difensori - ha ribadito la sua parte di verità davanti al gip Simonetta D'Alessandro ed agli inquirenti della Procura di Roma che hanno chiesto ed ottenuto il suo arresto per l'ammanco da oltre 22 milioni di euro dalle casse della Margherita. Dopo il via libera dell'assemblea di Palazzo Madama l'ordinanza di custodia del 3 maggio scorso è diventata esecutiva e il parlamentare è ora in una cella del carcere di Rebibbia.

L'ex tesoriere ha ricordato il patto spartitorio 60-40 - Da una saletta nel padiglione d'ingresso del penitenziaria, Lusi ha spiegato e risposto, portando documenti e lettere d'incarico ricevuto dai suoi ex compagni di partito. Chi è stato presente all'atto istruttorio mantiene il più stretto riserbo ma si lascia filtrare in qualche modo che Lusi ha ammesso di aver operato un controllo rigoroso sui conti, dal 2001 al 2007, poi però ha agito in modo formale ma non sostanziale. L'ex tesoriere ha ricordato il patto spartitorio 60-40, del quale aveva già parlato, ed ha aggiunto «che gli investimenti immobiliari» da lui fatti, e che sono stati scoperti dai pubblici ministeri, tanto da esser stati oggetto di sequestri, erano d'intesa con la corrente che faceva riferimento a Francesco Rutelli.

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