23 aprile 2024
Aggiornato 12:30
Politica & Inchieste | Il caso Lusi

Lusi: Dite no al mio arresto

«Lo chiedono soltanto perchè sono Parlamentare». Il Senatore invia documenti ai colleghi con tutte le sue memorie difensive, già depositate sia in Tribunale che alla Giunta per le Immunità di palazzo Madama

ROMA - Mossa a sorpresa di Luigi Lusi, l'ex tesoriere della Margherita sul cui arresto domani l'Aula del Senato sarà chiamata al voto finale. Lusi, infatti, questa mattina ha fatto trovare a tutti i senatori, in casella, un plico con dentro un tomo di circa 500 pagine in carta patinata e rilegata. Stampate sulle pagine, tutte le sue memorie difensive, già depositate sia in Tribunale che alla Giunta per le Immunità di palazzo Madama, che comunque ha già votato a favore dell'arresto chiesto dai pm romani per appropriazione indebita e associazione a delinquere ai danni della Margherita.

Il Senatore ripercorre la sua vicenda - Le memorie di Lusi sono accompagnate anche da una lettera, nella quale il senatore ripercorre la sua vicenda. «Dalla lettura di quanto inviato - scrive Lusi - potrete constatare voi stessi l'insussistenza di qualsiasi fondamento giustificativo dell'esigenza di custodia cautelare nei miei confronti (come peraltro nei confronti di mia moglie)». Non solo: secondo Lusi solo lo status di parlamentare di cui gode «può giustificare l'unica possibile motivazione alla base di una ingiustificabile misura restrittiva adottata, peraltro, nella forma più gravosa».

Vicenda discriminatoria - Lusi, nella lettera di accompagnamento al 'tomo', ha sottolineato inoltre che la sua vicenda giudiziaria «assume un inequivocabile significato discriminatorio - non collegato alle esigenze processuali rigidamente disciplinate dal codice - in quanto emblematico di un pregiudizio, probabilmente inconsapevole, ma reale, che finisce per negare persino l'oggettiva forza probatoria di fatti e situazioni incompatibili con la richiesta di custodia cautelare in carcere».

Il riferimento alle parole di Rutelli - In conclusione, Lusi ha scritto di aver ritenuto «di sottoporre alla valutazione della competente magistratura le dichiarazioni di un parlamentare di quest'aula, secondo le quali i senatori non sarebbero liberi di pronunciarsi nel merito della richiesta d'arresto perchè - a suo dire - 'se il Senato non si ergesse a tutela dello Stato di diritto qui fuori arriverebbero con i forconi'». Il riferimento di Lusi è all'ex presidente della Margherita, Francesco Rutelli, che ha pronunciato la frase citata nella missiva in una recente conferenza stampa. «Nel rimettermi dunque alla vostra decisione, accettandone fin d'ora tutte le conseguenze, porgo a tutti voi i miei migliori auguri per il duro lavoro che attende questo ramo del Parlamento nella difficile situazione in cui versa il Paese». Firmato Luigi Lusi.