4 dicembre 2020
Aggiornato 14:30
Ddl anticorruzione

Intercettazioni: Natale, diritto di cronaca non è merce di scambio

Il Presidente della FNSI: Non si baratta la libertà d'informazione con ddl corruzione. La replica del Ministro Severino: Mia legge non è merce di scambio. Giulietti-Vita: Bavaglio alimenta antipolitica

ROMA - «Il diritto-dovere di cronaca non può essere merce di scambio politico». Lo afferma in una nota il Presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Roberto Natale. «La Fnsi lo ricorda ancora una volta al ministro di Giustizia, Paola Severino, e alle forze che sostengono il governo Monti, dopo che la conferenza dei capigruppo della Camera ha deciso di mettere di nuovo in calendario il ddl intercettazioni».
«Il lavoro dei cronisti giudiziari - scrive Natale - dovrebbe dunque essere imbrigliato per 'compensare' le nuove norme sulla corruzione mal digerite da una parte della maggioranza. E' semplicemente inaccettabile che il diritto dei cittadini a conoscere fatti di rilevanza pubblica debba essere piegato a questi calcoli parlamentari: tanto più in un momento nel quale è fortissima nell'opinione pubblica la richiesta di trasparenza della vita politica e istituzionale, anche in conseguenza degli scandali che continuano ad emergere».
«Una elementare valutazione di opportunità - conclude Natale - dovrebbe indurre governo e maggioranza a concentrare la loro azione su provvedimenti di ben altro segno. Insistere su questa strada avrà l'effetto di produrre una nuova mobilitazione anti-bavaglio, nella quale ancora una volta i giornalisti italiani saranno al fianco di tantissimi cittadini».

Severino: Mia legge non è merce di scambio - «Non ho mai considerato il tema del diritto-dovere del giornalista di informare possibile merce di scambio con altri provvedimenti, sia pure importanti, in materia di giustizia». E «rappresentare in modo non corretto le mie intenzioni non contribuisce alla risoluzione dei problemi la cui difficoltà dovrebbe essere nota a tutti».
Lo ha affermato la ministro della Giustizia Paola Severino, in una nota, rispondendo al presidente della Federazione nazionale della stampa Roberto Natale sulla legge sulle intercettazioni tornata in calendario alla Camera.«Questa può essere l'occasione buona per ricordare che furono tutti e tre i segretari dei principali partiti che sostengono la maggioranza a chiedere che tra i temi da trattare con priorità vi fossero la corruzione, le intercettazioni e la responsabilità civile dei magistrati. Il concetto del 'do ut des' non mi è mai appartenuto, a maggior ragione quando si tratta di rilevanti interessi della collettività».
«La strada che intendo intraprendere, come più volte ho avuto occasione di ripetere sia in Parlamento sia con i rappresentanti della categoria dei giornalisti, è quella della ricerca di un delicato equilibrio tra diritto-dovere di informazione, diritto-dovere al segreto delle indagini salvo che non vi sia un interesse pubblico alla divulgazione e tutela alla riservatezza del cittadino».

Donadi (IdV): Governo 'cerchiobottista' cede a refrain Pdl - «Le pompose intenzioni del governo Monti si riducono nella pratica a dare un colpo al cerchio ed uno alla botte. Dopo aver messo in calendario corruzione e falso in bilancio, il governo ha dovuto accontentare anche il Pdl e cedere al solito refrain delle intercettazioni. Una scelta irresponsabile che imporrebbe il bavaglio alla stampa e darebbe una grande mano alla criminalità organizzata. Non è con il cerchiobottismo di questo governo sempre meno gradito al Paese e con una maggioranza sempre più traballante in Parlamento che si possono risolvere i problemi dell'Italia». Lo ha affermato in una dichiarazione il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi.

Giulietti-Vita: Bavaglio alimenta antipolitica - «Chiunque voglia far crescere ulteriormente il distacco tra cittadini e istituzioni e dare fiato a quella che viene chiamata 'antipolitica' deve solo riportare nelle aule del Parlamento la cosiddetta legge bavaglio». E' quanto dicono in una nota congiunta Beppe Giulietti, portavoce dell'associazione Articolo 21 e deputato del gruppo misto e Vincenzo vita, senatore del Pd.
«Solo chi è interessato ad una progressiva disgregazione istituzionale e a mettere trappole sulle strada del Governo - accusano i due parlamentari - può davvero pensare di riportare alla discussione e magari al voto un provvedimento ideato e pensato per colpire l' azione di legalità e il diritto di cronaca. In ogni caso, dal momento che il provvedimento è già stato calendarizzato, alla Camera, nella settimana che va dal 18 al 22 giugno, sarà il caso di cominciare a prevedere una prima manifestazione per il giorno 21, anche perchè i bavagli, con l'arrivo dell'estate, diventano - concludono Giulietti e Vita - ancora più intollerabili».