Parla il Papa e difende i collaboratori: Stop illazioni
Benedetto XVI interviene a sorpresa su Vatileaks a fine udienza: Non si è mai offuscata la ferma certezza che nonostante la debolezza dell'uomo, le difficoltà e le prove, la Chiesa è guidata dallo Spirito Santo e il Signore mai le farà mancare il suo aiuto per sostenerla nel suo cammino
CITTÀ DEL VATICANO - Si fa fatica a trovare un precedente. Nel corso del Pontificato di Benedetto XVI non sono mancate incomprensioni con l'opinione pubblica, difficoltà diplomatiche, polemiche ecclesiali. Quando scoppiò il caso Williamson, il vescovo lefebvriano che nega la Shoah, il Papa prese carta e penna e inviò una lettera a tutti i Vescovi del mondo per rispondere alle obiezioni e ai malumori che aveva suscitato la sua decisione di revocare la scomunica ai tradizionalisti. Il famoso discorso di Ratisbona fu seguito da precisazioni e puntualizzazioni dei maggiorenti di Curia e del Papa in persona. Più in generale, Benedetto XVI ha sorpreso più di uno con uno stile inusitatamente diretto, ad esempio quando si è fatto intervistare senza giri di parole dal suo connazionale Peter Seewald nel libro Luce del mondo. Ma non era mai successo, tanto meno con tanta tempestività, che il Pontefice rompesse il tradizionale riserbo vaticano e prendesse la parola, di fronte a migliaia di pellegrini, per smentire, controbattere, blindare i suoi collaboratori.
La Chiesa è guidata dallo Spirito Santo - «Gli avvenimenti successi in questi giorni circa la Curia ed i miei collaboratori - ha detto Benedetto XVI, a sorpresa, a conclusione della consueta udienza generale in piazza San Pietro - hanno recato tristezza nel mio cuore, ma non si è mai offuscata la ferma certezza che nonostante la debolezza dell'uomo, le difficoltà e le prove, la Chiesa è guidata dallo Spirito Santo e il Signore mai le farà mancare il suo aiuto per sostenerla nel suo cammino. Si sono moltiplicate, tuttavia, illazioni, amplificate, da alcuni mezzi di comunicazione, del tutto gratuite e che sono andate ben oltre i fatti, offrendo un'immagine della Santa Sede che non risponde alla realtà. Desidero per questo rinnovare la mia fiducia, il mio incoraggiamento ai miei più stretti collaboratori e a tutti coloro che quotidianamente, con fedeltà, spirito di sacrificio e nel silenzio mi aiutano nell'adempimento del mio ministero».
La misura è colma - Il Papa, 85 anni, ha scandito parola per parola, con voce ferma, quasi fremente, come raramente accade. Segno che la misura è colma. Segno che la polemica innescata dalla fuga di notizie e documenti riservati della Santa Sede soprannominata Vatileaks, culminata nella pubblicazione del libro 'Sua Santità' di Gianluigi Nuzzi (Chiarelettere), nelle indagini a tappeto, e nell'arresto del maggiordomo del Papa Paolo Gabriele, ha innescato una polemica senza precedenti nella recente storia vaticana. E segno che Benedetto XVI non intende stare a guardare, né tanto meno tirarsi indietro.
Lombardi: Rogatorie con l'Italia se italiani i sospettati - Il portavoce vaticano Federico Lombardi ha precisato, nell'odierno briefing su 'Vatileaks', la graduale modalità di un'eventuale collaborazione investigativa con le autorità italiane.
Il primo passo, ha detto il gesuita, è «approfondire quanto risulta dagli interrogatori» del maggiordomo Paolo Gabriele «o da altre eventuali indagini per avere un quadro più chiaro delle responsabilità e dei fatti». In secondo luogo, «approfondire le dimensioni di queste responsabilità, che si possono configurare rispetto ad altre persone o iniziative». E, infine, «vedere se interpellare la giustizia italiana tramite rogatorie o altri passi».