17 febbraio 2020
Aggiornato 19:30
Lo scandalo della sanità lombarda

Formigoni: Se Daccò avvantaggiato mi dimetto

Il Presidente della Lombardia: Se lo dimostrassero, ma non potranno, mi assumerò responsabilità. Daccò a Repubblica: Da giugno a settembre yacht a disposizione del Governatore

MILANO - «Se qualcuno dimostrasse che Daccò ha avuto vantaggio dai rapporti con me, mi assumerò le mie responsabilità e mi dimetterò». Il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, ha commentato così le ammissioni del 'faccendiere' Piero Daccò. Il presidente lombardo ha però ribadito che «Daccò non ha avuto nessun vantaggio dal fatto di conoscermi» e nessuno, a suo parere, riuscirà a dimostrare il contrario. In ogni caso si tratta di «un imprenditore che lavorava soprattutto all'estero», un «incensurato», con il quale non ho «mai parlato di lavoro».
«Si va in vacanza in un gruppo ampio, uno paga una cosa, uno paga un'altra e alla fine si conguaglia - ha aggiunto Formigoni -, ma non è stato sperperato neppure un euro di denaro pubblico, è assodato, e non c'è nessuna indagine a carico di Regione Lombardia».
Formigoni ha ribadito che «non ci sono scandali nella sanità lombarda perché non c'è stata dilapidazione di pubblico denaro». Quanto al San Raffaele «è un'azienda privata e noi pagavamo all'ospedale le sue prestazioni di altissimo livello al prezzo stabilito per legge come per la Maugeri, se poi qualcuno ha compiuto malversazioni sono compiute da privati nei confronti di aziende private» e la Regione non ha neanche il potere di controllare i bilanci.

Non discuto con chi è in carcere - «Confermo tutto quello che ho sempre detto. Evidentemente non mi metto a discutere o contraddire una persona che è in carcere da diversi mesi e che ha tutto il diritto di difendersi». Così, ai microfoni del Tg2, il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, che ha sempre dichiarato di aver pagato personalmente le vacanze, commenta le indiscrezioni sulle dichiarazioni rilasciate da Pierangelo Daccò.
Il consulente in carcere da novembre avrebbe detto ai pm, tra l'altro, di avere pagato le vacanze del presidente della regione Lombardia e di avergli messo a disposizione il proprio yacht.

Daccò: Da giugno a settembre yacht a sua disposizione - Lo yacht di Pierangelo Daccò da giugno a settembre a disposizione di Roberto Formigoni. Secondo quanto scrive La Repubblica, il consulente in carcere dal 15 novembre scorso avrebbe ammesso ai magistrati di aver pagato le vacanze del presidente della Regione Lombardia.
Secondo il quotidiano, Daccò avrebbe confermato quanto dichiarato da un marinaio dello yacht 'Ad Maiora', ammettendo che, da diversi anni, da giugno a settembre, il suo yacht fosse «a disposizione» di Formigoni.
Formigoni «era mio ospite», avrebbe detto Daccò, secondo quanto scrive La Repubblica, e quindi non avrebbe mai restituito nulla. Il presidente della Lombardia, avrebbe inoltre aggiunto Daccò, è stato «mio ospite» in almeno tre capodanni alle Antille.

Bonelli: Invece di prendersela con Repubblica si dimetta - «Invece di prendersela con Repubblica che fa il suo mestiere, ossia quello di informare i cittadini, il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni farebbe meglio a dimettersi immediatamente». Lo ha dichiarato in una nota il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, che ha aggiunto: «Ormai è evidente che in Lombardia è indispensabile un atto di ecologia della politica azzerando l'attuale sistema che ormai sta nauseando i cittadini».
«L'unica strada per uscire dal buco nero che si è creato è ridare immediatamente la parola ai cittadini che non ne possono più di questa situazione. Formigoni - ha concluso Bonelli - si dimetta e in Lombardia si vada a nuove elezioni ad ottobre».