18 gennaio 2020
Aggiornato 03:30
Sull'Italia «tornano le nubi»

Crisi: Bersani, priorità arginare la recessione, misure per lavoro

Il leader del Partito Democratico: Bisogna fare qualcosa seriamente. Monti: Anche con la recessione si può evitare un'altra manovra. Napolitano: Andare avanti sulle riforme e con le politiche dello sviluppo. Casini: L'Italia non è ancora salva, il pericolo non è scampato

ROMA - Sull'Italia «tornano le nubi», ora «bisogna fare qualcosa per arginare un po' la recessione, questa è la priorità. Noi forse stiamo discutendo di altre cose...». Servono misure per il lavoro, «bisogna discuterne seriamente, è urgente». Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, arrivando alla Conferenza nazionale del partito sulla giustizia. «Siamo disponibilissimi a un confronto col governo per arrivare a qualche buona idea», anche se non sarà «mai miracolistica nè risolutiva».
«La discussione tra tecnici e politici, anche stucchevole, non coglie - ha avvertito Bersani - il vero problema che ha questo Paese, che si aspetta una risposta da politici e tecnici. C'è un avvitamento tra politiche di risanamento e recessione. I mercati lo capiscono, osservano come va l'economia reale, vedono davanti mesi di recessione, ne ricavano che anche le finanze pubbliche andranno in difficoltà. Questo è il dato di fondo, che va risolto nella dimensione europea prima di tutto, ma di cui dobbiamo essere consapevoli anche noi» Per questo, «seppure nei limiti stretti della finanza pubblica», serve «un confronto urgente sulle misure per il lavoro».

Monti: Anche con la recessione si può evitare un'altra manovra - «Ci sono i margini per far sì che anche con una recessione non occorra fare un'altra manovra che, quella sì, aggraverebbe ulteriormente la recessione». Lo ha assicurato il presidente del Consiglio, Mario Monti, che oggi sarà in Cina, in una dichiarazione trasmessa Sky Tg24.
«Non c'è alcuna necessità di pensare a una seconda manovra - ha spiegato il premier - perchè siamo stati molto prudenziali nel confezionare quella di dicembre. In particolare, abbiamo inserito ipotesi pessimistiche cautissime nelle previsioni, non abbiamo considerato il gettito che sta venendo da lotta evasione e avevamo ipotizzato tassi interesse per tutto il 2012 che sarebbe stato oggettivamente insopportabile del novembre scorso».

Napolitano: Andare avanti sulle riforme e con le politiche dello sviluppo - «Abbiamo la necessità assoluta di dare impulso alle nuove politiche di crescita, sviluppo economico e per l'occupazione, tenendo conto delle situazioni socialmente difficili e critiche che si vanno determinando, ma non esitando a proseguire sul cammino delle riforme e di una politica di necessaria severità fiscale». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella conferenza stampa insieme al presidente della Bulgaria, Rosen Pleneliev, in visita di Stato in Italia.

Casini: L'Italia non è ancora salva, il pericolo non è scampato - «La nostra economia non è ancora salva. Il pericolo non è ancora scampato. L'Italia stava andando a fondo, ma se non stiamo attenti, nel giro di un mese o due torniamo là dove Monti ha cominciato a lavorare, nonostante questo governo abbia fatto in pochi mesi tutto ciò che gli altri governi hanno evocato e puntualmente non fatto. Anche scelte dolorose». Lo ha detto il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, intervenendo al congresso regionale siciliano del partito che si è svolto questo pomeriggio a Palermo.

Dozzo (Lega): Basta proclami, il Governo faccia provvedimenti concreti - «Chiediamo al governo di adottare seri e non più procrastinabili provvedimenti per la difesa e il sostegno delle piccole e medie imprese, specie del Nord-est, e di adottare iniziative volte a garantire il rispetto dei termini di pagamento previsti nei rapporti con la pubblica amministrazione e sbloccare in breve tempo i pagamenti dei crediti che le imprese vantano nei confronti delle amministrazioni pubbliche; favorire l'apertura ed il mantenimento delle linee di credito nei confronti delle piccole e medie imprese in un momento di così particolare difficoltà congiunturale; prevedere la possibilità di compensare i crediti che le imprese vantano nei confronti della pubblica amministrazione con i debiti tributari che le stesse hanno maturato». E' quanto ha chiesto il gruppo della Lega Nord alla Camera in una interrogazione indirizzata al ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera.
Nella interrogazione la Lega Nord denuncia la situazione in cui si trovano migliaia di piccole e medie imprese, specie del Nord-est, «che stanno subendo gli effetti di una crisi divenuta ormai insostenibile, innescando scenari allarmanti che da tempo occupano le pagine di cronaca dei giornali».