29 novembre 2021
Aggiornato 09:00
Processo per rivelazione di segreto d'ufficio

Unipol, il Ministero della Giustizia non si costituisce contro Berlusconi

L'ex Premier è imputato di rivelazione di segreto d'ufficio in relazione alla pubblicazione sul quotidiano «Il giornale» della telefonata intercettata e non ancora trascritta in cui Piero Fassino diceva a Giovanni Consorte: «Allora abbiamo una banca»

MILANO - Il ministero della Giustizia ha deciso di non costituirsi parte civile contro Silvio Berlusconi imputato di rivelazione di segreto d'ufficio in relazione alla pubblicazione sul quotidiano «Il giornale» della telefonata intercettata e non ancora trascritta in cui Piero Fassino diceva a Giovanni Consorte: «Allora abbiamo una banca». Il ministero non ha dato l'autorizzazione a costituirsi all'avvocatura dello Stato che aveva chiesto quale comportamento tenere. Il processo all'ex premier inizierà il prossimo 15 marzo davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Milano ma sarà rinviato ad aprile per essere unificato a quello in cui Paolo Berlusconi per gli stessi fatti risponde di rivelazione di segreto d'ufficio, millantato credito e ricettazione. Il ministero della giustizia non si costituirà di conseguenza nemmeno contro Paolo Berlusconi nel processo che riprenderà domani, ma solo formalmente: sarà aggiornato di un mese al fine di riunire le posizioni dei due fratelli.

Il Ministero fa sapere di non ritenersi danneggiato - Nel corso dell'udienza preliminare il pm Maurizio Romanelli aveva auspicato la costituzione del ministero della Giustizia come parte civile spiegando che a suo dire c'era stato un danno evidente per l'amministrazione anche a causa delle difficoltà delle indagini a individuare le responsabilità di chi aveva consegnato il file con l'intercettazione al quotidiano di via Negri. Ma il ministero della Giustizia fa sapere in pratica di non ritenersi danneggiato.