17 novembre 2019
Aggiornato 18:30
Voto a scrutinio segreto alla Camera

Giustizia, il Pdl sgambetta il Governo e tiene alta la tensione sulle Toghe

Ok alla norma della Lega sulla responsabilità civile dei Magistrati, scambio di accuse con il PD. Di certo, l'esecutivo Monti non ne è uscito bene e questo nonostante lo stesso sottosegretario, Antonio Catricalà, si dica sicuro che non ci sarà «nessun problema per la maggioranza»

ROMA - Il relatore, Mario Pescante, Pdl, si era espresso contro. Così come il governo. E c'era pure un ordine del giorno della 'strana maggioranza' formata da Popolo delle libertà, Pd e Udc che di fatto rinviava la questione ad altra e più approfondita discussione. Eppure, quando è arrivato il momento di votare (a scrutinio segreto) l'emendamento del leghista Pini sulla responsabilità civile dei magistrati, la matematica è completamente saltata. Via libera alla controversa norma e conseguente scambio di attacchi reciproci: il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, accusa il Pdl di aver votato con il Carroccio e di non aver rispettato l'impegno preso con il governo a trattare il tema in un momento successivo. Dall'altra il segretario del Pdl, Angelino Alfano, tabulati alla mano, rinfaccia alla sinistra di aver contribuito al via libera alla norma con «almeno 50 voti».

ANM: Una ritorsione contro la Magistratura - Di ufficiale, è evidente, non può esserci nulla. Ma è un dato di fatto l'applauso partito dai banchi del Pdl quando Gianfranco Fini ha annunciato che l'emendamento era passato. Così come la reazione stizzita del partito del Cavaliere alle parole dell'Anm che ha definito il voto «una ritorsione contro la magistratura». Altro dato di fatto è che sul tema i voti della Lega e del Pdl sono tornati a saldarsi. Il capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto, nega tuttavia che si tratti di una riproposizione della vecchia maggioranza, mette l'accento sulla trasversalità di quanto accaduto e nega che possa essere considerato un «voto contro il governo».

Catricalà: Nessun problema per la maggioranza - Di certo, l'esecutivo Monti non ne è uscito bene e questo nonostante lo stesso sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, si dica sicuro che non ci sarà «nessun problema per la maggioranza». Di fatto, comunque, il Pdl torna ad alzare la voce su un tema, il conflitto giustizia-politica, che è nel suo core business. Lo stesso Silvio Berlusconi, nonostante continui a ribadire il suo sostegno all'esecutivo dei professori, avrebbe «benedetto» il voto dell'Aula della Camera. «E' stata ripristinata la primazia della politica sui giudici» sarebbe stato più o meno il suo commento. D'altra parte l'ex premier ha davanti ancora molti giorni «delicati» sul fronte processuale, a cominciare dalla decisione sulla ricusazione dei giudici del processo Mills (e relativo scorrere della prescrizione). «Non posso essere io l'unico a mostrare responsabilità», si è sfogato più volte il Cavaliere di recente. E d'altra parte, mentre il ministro della Giustizia, Paola Severino, auspica che la norma venga modificata al Senato, dal gruppo Pdl di palazzo Madama si preferisce lasciare una sorta di suspense: Modifiche? «A tempo debito» - dice il vicecapogruppo Francesco Casoli - faremo le nostre «valutazioni in autonomia».