14 ottobre 2019
Aggiornato 12:00
Giustizia | Liberalizzazioni

La protesta degli Avvocati all'inaugurazioni dell'anno giudiziario

Il Presidente del Consiglio nazionale forense Guido Alpa: Per lo stop agli scioperi non basta l'interlocuzione del Ministro. Gli Avvocati europei: No ai soci di capitali negli studi legali

ROMA - Le cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario sono state spesso, negli ultimi anni, teatro di clamorose proteste, in genere dei magistrati. Quest'anno saranno gli avvocati a dare vita a una contestazione: inizierà il presidente del Consiglio nazionale forense Guido Alpa, che leggerà domani, alla cerimonia nazionale in Corte di Cassazione, una sintesi del «Manifesto dell'avvocatura», approvato nella recente assemblea unitaria della professione.
Lo stesso faranno i presidenti distrettuali degli Ordini degli avvocati nelle cerimonie locali, nel corso delle quali la lettura del Manifesto o di una sua sintesi sarà l'unica presenza degli avvocati, che per il resto diserteranno le aule giudiziarie. Nel corso di una conferenza stampa Alpa ha criticato il Governo per l'estensione della conciliazione obbligatoria, «quasi un quarto grado di giudizio e un costo in più per i cittadini», e ha difeso le tariffe minime, abolite per la verità da un precedente Governo: «Erano le più basse d'Europa».
«La protesta degli avvocati è legittima», ha detto il presidente del Cnf, precisando che il prossimo incontro con il ministro Paola Severino non basterà a far sospendere le già decise astensioni dalle udienze (una sorta di sciopero degli avvocati) programmate per il 23 e 24 febbraio: «Non ci basta l'interlocuzione con il Governo. La ragione fondamentale della protesta è l'eventualità che la disciplina delle società si applichi agli avvocati: con il socio di capitali l'indipendenza professionale sarebbe compromessa».

Avvocati europei: No ai soci di capitali negli studi legali - Il Ccbe, il Consiglio degli ordini forensi europei, boccia l'ipotesi della introduzione dei soci di capitali negli studi legali, prevista dalla legge di Stabilità (183/2011) varata dal Governo presieduto da Mario Monti. Con una lettera indirizzata al presidente del Consiglio e al ministro della Giustizia Paola Severino e resa nota oggi dal presidente del Consiglio nazionale forense Guido Alpa, la presidente del Ccbe Marcella Prunbauer-Glaser, pur esprimendo «comprensione» per le difficoltà degli Stati membri dell'Ue e la loro necessità di riforme, chiama in causa norme e giurisprudenza internazionali per criticare il provvedimento.
Le nuove norme «consentono il controllo di maggioranza anche a soggetti estranei alla professione», avvertono gli avvocati europei, ma la legge «non sembra prevedere alcuna misura di salvaguardia nei confronti dei valori fondamentali della professione legale (indipendenza, assenza dei conflitti di interesse, segreto professionale)».