20 novembre 2019
Aggiornato 02:00
Una protesta che sta paralizzando l'isola

Forconi: Nps-Noi sud, il Governo riferisca sulla rivolta in atto

Arturo Iannaccone: Evidente penalizzazione per le merci in transito verso il meridione. Orlando (Idv): Monti ascolti le ragioni della protesta, si isolino i violenti. D'Alia (Udc): Stop al blocco o si passi alla precettazione

ROMA - «Chiedo che il governo riferisca in Aula su quello che sta accadendo in Sicilia. In questi giorni c'è stata e si sta sviluppando una protesta che di fatto ha paralizzato l'isola». Lo ha affermato in una nota Arturo Iannaccone, segretario nazionale e capogruppo di NpS-Noi Sud a Montecitorio.
«I giornali, la grande stampa nordista - ha aggiunto - non ne fanno cenno se non in servizi assolutamente marginali. Non si sta dando il rilievo ad una protesta popolare che sta assumendo le forme di una vera e propria rivolta sociale, che salda insieme camionisti, agricoltori, commercianti, artigiani, imprenditori, gente comune, rispetto ad una situazione che sta precipitando nel sud del nostro Paese, perché a seguito delle misure varate dal governo in carica c'è stata una lievitazione inaccettabile dei prezzi dei carburanti. È evidente che le merci in transito per il Sud hanno una penalizzazione rispetto ai traffici di altre parti del Paese.»
«Chiediamo, pertanto, che il governo venga a riferire in Aula e ci dica - ha concluso Iannaccone - cosa intenda fare per arginare una forma di protesta, la quale mette in evidenza che le banche praticano interessi da usura, che i carburanti costano sino al 15-20 per cento in più rispetto ad altre parti del Paese, che i costi assicurativi ed energetici penalizzano un'area già fortemente penalizzata dell'Italia».

Idv: Monti ascolti le ragioni della protesta, si isolino i violenti - «Sarebbe opportuno e quanto mai urgente che il governo Monti ascoltasse coloro che stanno protestando e che esprimono i mille disagi della Sicilia e dei siciliani. Bisogna isolare i violenti dai molti manifestanti pacifici, che vogliono solo essere ascoltati, altrimenti si rischia di consegnare la giusta protesta a perversioni criminali e ai violenti». E' quanto afferma in una nota il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando.
«Troppi governi sono stati indifferenti ai problemi del Mezzogiorno e alla necessità di sviluppo e infrastrutture ed è ora che si comincino ad affrontare seriamente i mille nodi irrisolti che attanagliano l'economia siciliana come quelle delle altre regioni del Sud. La Sicilia ed il Mezzogiorno - conclude Orlando - sono le vittime di una sommatoria perversa tra legittime ragioni della protesta e strumentalizzazioni di ogni genere: Monti ha il dovere di ascoltare e dare risposte, selezionando il grano dall'olio».

D'Alia: Stop al blocco o si passi alla precettazione - «La Sicilia è in ginocchio, si fermi il blocco dei Tir subito altrimenti si passi alla precettazione». Lo ha affermato in una nota il presidente dei senatori dell'Udc e coordinatore regionale del partito, Gianpiero D'Alia.
«Il nostro- ha aggiunto - è un appello al senso di responsabilità di tutte le parti in causa perché non possiamo perdere un minuto in più. Di fronte all'apertura di un dialogo da parte del Governo nazionale si deve fare uno scatto: la Sicilia è alla paralisi, per cui se non si individua una soluzione in tempi le conseguenze potranno essere gravissime per i cittadini dell'Isola e per la sua economia».