1 marzo 2024
Aggiornato 05:30
Giustizia | Inchiesta ENAV

ENAV, il Tribunale del Riesame: sistema diffuso e pervasivo di illeciti

Intanto sul tavolo degli inquirenti e del procuratore aggiunto Alberto Caperna è arrivata l'istanza per il ritorno in libertà di Manlio Fiore

ROMA - E' «un sistema di illiceità diffuse e pervasive» quello emerso dalle indagini sugli appalti dell'Enav. Il tribunale del riesame di Roma ha depositato le motivazioni del provvedimento con il quale la scorsa settimana è stata confermata la custodia cautelare in carcere del commercialista Marco Iannilli. I giudici della liberà ripercorrono in meno di 2 pagine, sia le ammissioni davanti al gip fatte dal professionista, riguardo la falsità di alcune fatture, in quanto emesse per lavori mai effettuati, così come il ruolo giocato nella vicenda dalla società Arc Trade, che proprio Iannilli gestiva.

Inoltre, riprendendo gli accertamenti svolti dagli investigatori del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, e quanto rappresentato dal pm Paolo Ielo in udienza, il tribunale ricorda la segnalazione della Banca d'Italia per la «movimentazione sospetta» di 1 milione e 970mila euro presso una banca moldava con l'azienda Gartime usata come strumento.

Intanto sul tavolo degli inquirenti e del procuratore aggiunto Alberto Caperna è arrivata l'istanza per il ritorno in libertà di Manlio Fiore. Secondo quanto si è appreso il manager, anche lui in cella dal 19 novembre per una vicenda di sovrafatturazione, ha informato i magistrati di essersi dimesso dalla Selex, di cui era direttore commerciale prima di venire arrestato dai carabinieri del Ros e dagli uomini delle Fiamme gialle. L'istanza, a cui la Procura dovrà dare un parere, sarà presto posta all'attenzione del gip.