7 giugno 2023
Aggiornato 10:30
La richiesta del Presidente Ferrari

Montezemolo: Subito un Governo di salute pubblica

«La crisi è vicina al punto di non ritorno, non c'è tempo da perdere». Bondi: Montezemolo non avrebbe i voti in Parlamento. Boccia (Pd): Appello condivisibile e opportuno. Lanzillotta: Subito un nuovo Governo istituzionale di emergenza

ROMA - Un governo di salute pubblica per affrontare l'emergenza, che rischia di essere giunta al punto di non ritorno, e che è segnalata da rendimenti dei Btp oramai al 6% e dall'ingresso in campo del Fondo Monetario Internazionale. E' la richiesta del presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo che, in una lunga lettera a Repubblica sottolinea come esista già una «ampia condivisione» da parte di cittadini e e esponenti politici moderati e riformisti sulle riforme da adottare: 1) taglio dei costi della politica e «patrimoniale sullo Stato» prima di chiedere sacrifici ai cittadini; 2) attuazione della proposta Ichino con abolizione dei contratti a termine e varo di un contratto unico senza scadenze ma con licenziamento possibile per motivi economici e organizzativi, posticipo dell'andata in pensione dei lavoratori a tempo indeterminato per contribuire a finanziare i nuovi ammortizzatori sociali; 3)introduzione di un'imposta permanente sulle grandi fortune e abolizione degli incentivi alle imprese che insieme potrebbero permettere il taglio radicale dell'Irap. Vincolare per legge i proventi della lotta all'evasione alla diminuzione dell'Irpef; 4) intervenire subito sulla riforma delle pensioni abolendo quelle di anzianità e passando a un sistema interamente contributivo; 5) liberalizzazioni e rafforzamento dell'Autorità antitrust.
«L'urgenza della situazione - sottolinea Montezemolo - richiede soluzioni immediate. Non abbiamo tempo di attendere la normale evoluzione del quadro politico. Il presidente del Consiglio deve rendersi conto che l'unica strada per salvare il Paese passa oggi attraverso un governo di salute pubblica...Se Berlusconi continuerà ad anteporre le proprie ambizioni al bene dell'Italia, e se la sua maggioranza lo asseconderà in questa pericolosa scelta, si concluderà nel peggiore dei modi un percorso politico che ha ombre e luci, ma che non merita di affondare nello spirito di «dopo di me il diluvio».

Bondi: Montezemolo non avrebbe i voti in Parlamento - «La lettera di Montezemolo recapitata oggi al quotidiano La Repubblica è il manifesto delle contraddizioni e delle velleità politiche di una parte della cosiddetta classe dirigente di questo Paese». Lo afferma il senatore Pdl Sandro Bondi.
«Per Montezemolo maggioranza e opposizione sarebbero incapaci di fornire soluzioni adeguate alla crisi, ma un governo di 'salute pubblica', frutto della collaborazione fra tutte le forze politiche - ironizza Bondi - costituirebbe miracolosamente una risposta efficace alle difficoltà che attraversiamo. Un tale governo di 'salute pubblica' dovrebbe assumere come proprio programma i cinque punti elaborati dal centro studi di Montezemolo, capaci di mettere d'accordo tutti: destra, sinistra e centro. Resta da chiarire un punto di poco conto: chi voterebbe in Parlamento a favore di un governo di salute pubblica e di un programma sfornato dal centro studi di Montezemolo? Ma questa in fondo è una domanda superflua, perché riguarda un questione trascurabile come la democrazia», conclude l'esponente Pdl.

Boccia (Pd): Appello condivisibile e opportuno - «Da mesi lanciamo allarmi sul baratro in cui il Paese rischia di sprofondare in assenza di una radicale inversione di rotta. Da tempo ripetiamo che occorre prestare ascolto ai richiami del presidente della Repubblica che, non più di qualche giorno fa, ha nuovamente invitato tutti 'chi governa e chi si candida a governare' a un'assunzione di responsabilità doverosa e non più differibile. Oggi, a maggior ragione per le notizie allarmanti che arrivano dai mercati, siamo pericolosamente vicini al punto di non ritorno. Per questo mi sembra condivisibile e opportuno l'appello lanciato da Luca Cordero di Montezemolo per un governo di salute pubblica, ad ampia base parlamentare, che si carichi dell'onere di fare quelle riforme indispensabili per risanare il debito e mettere il Paese nelle condizioni di rialzarsi e tornare a crescere». Lo ha scritto Francesco Boccia, deputato del Pd, su www.associazione360.it, il sito di TrecentoSessanta, l'Associazione di Enrico Letta.
«Ci attendono scelte - ha scritto ancora Boccia- anche impopolari e dolorose. Immaginare di affrontarle con un governo senza più alcuna credibilità e consenso, screditato in Italia e nel mondo e appeso a una maggioranza tenuta insieme solo dall'istinto di sopravvivenza del giorno dopo giorno, sarebbe semplicemente suicida. Occorre, piuttosto, un esecutivo di unità nazionale guidato da una personalità autorevole, indicata dal capo dello Stato, che abbia la capacità e la volontà di mettersi al servizio del bene comune e di agire solo in nome dell'interesse generale del Paese».

Marino: Bene le riforme, ma prima si voti - Forte condivisione da Ignazio Marino sul decalogo di riforme urgenti per il Paese proposto dal presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo, con la sottolineatura però che a farle debba essere più che un nuovo governo in questa legislatura il primo della prossima.
«Un esecutivo che deve fare le riforme deve poter contare su un Parlamento che lo sostenga con convinzione. Per questo penso che serva modificare la legge elettorale - e se non lo faranno i politici lo faranno i cittadini con il referendum - e andare alla elezioni con un programma e con una squadra di governo ben chiari fin dall'inizio. Solo con questa forza, e con un Parlamento finalmente legittimato, il Paese potrà uscire dalla crisi in cui è sprofondato, attraverso le riforme che sono necessarie e che in molti condividiamo. Le proposte avanzate oggi da Montezemolo sono certamente condivisibili nei contenuti», ha detto il senatore Pd già candidato alla segreteria.

Lanzillotta: Subito un nuovo Governo istituzionale di emergenza - «La drammatica situazione dei mercati finanziari non consente ulteriori rinvii. Per salvare l'Italia e, con essa, l'euro occorre dare vita subito ad un governo istituzionale che abbia la credibilità per attuare gli impegni presi con l'Europa. Credibilità che con tutta evidenza non viene riconosciuta a Berlusconi». Lo ha affermato Linda Lanzillotta, portavoce di Alleanza per l'Italia, convinta che «è importante e positivo che anche Montezemolo condivida oggi questa priorità e indichi per un governo di emergenza un'agenda che in larga parte coincide con quella che il Terzo polo propose già per affrontare la crisi di agosto».
«La speranza - ha detto ancora Lanzillotta - è che dal Pdl si facciano finalmente sentire le voci di coloro che hanno a cuore il futuro dell'Italia».