29 agosto 2025
Aggiornato 16:00
Il Quirinale dice la sua sull'Europa

Napolitano: Non sono un messaggero del Governo, ora i provvedimenti

Il Presidente della Repubblica: A «dispacci» devono seguire leggi per crescita e sviluppo. Pronti a scelte impopolari

ROMA - Giorgio Napolitano dice la sua sull'Europa, il futuro dell'Euro, la crisi economica e i doveri che impone in un lungo discorso per l'inaugurazione dell'anno accademico del College d'Europe, istituto di alto prestigio, a Bruges. In quelle stesse ore, a pochi chilometri dalla cittadina delle Fiandre, a Bruxelles, è in arrivo il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, con la sua lettera d'intenti anti-crisi per il consiglio europeo. Bruges e Bruxelles distano nemmeno cento chilometri l'una dall'altra. Ma oggi sembra ci sia un oceano tra le due città belghe. E Napolitano la sottolinea tutta, questa distanza, quando, al termine della cerimonia al College d'Europe gli chiedono cosa pensi della lettera italiana. «Io non sono messaggero dei dispacci del governo Berlusconi: quindi non lo so, non li ho letti, non spetta a me esaminarli», risponde il capo dello Stato.
Concludere che Napolitano avrebbe gradito che il governo italiano si presentasse al cospetto europeo con qualcosa di più di un 'dispaccio', per l'appunto, è facilmente intuibile. Basta riguardare gli annunci dello stesso presidente del Consiglio, che nei giorni scorsi era convinto di riuscire a convincere Umberto Bossi in consiglio dei ministri. Così non è andata e al consiglio europeo il Cavaliere non si è presentato con un decreto già approvato. E basta rivedere i continui appelli del capo dello Stato a sbrigarsi, varare provvedimenti per la crescita e lo sviluppo. «Compiere tutte le scelte necessarie per rendere più credibile il nostro impegno ad abbattere il debito e a rilanciare la crescita economica», ha detto solo ieri mattina Napolitano nella nota che voleva un po' suonare al sveglia al governo.

Il Capo dello Stato a maggioranza e opposizione: pronti a scelte impopolari - Moniti rinnovati anche oggi a Bruges, che restano validi, in quanto - naturalmente - la lettera d'intenti dovrà essere seguita da precise misure legislative. Altrimenti resterà lettera morta, insufficiente per dare risposte all'Ue, ma soprattutto insufficiente per affrontare la crisi che colpisce l'Italia e tutta la zona euro. Perchè, ricorda il presidente della Repubblica, per l'Italia il punto non è «rendere omaggio alle istituzioni europee», ma «fare il suo proprio interesse nazionale e di dare il suo contributo nell'interesse europeo».
Al Colle attendono - e non da ora, quindi - le scelte del governo. Consapevoli che la fase richiede «decisioni anche impopolari», come ammette Napolitano nel suo discorso a Bruges, invitando tutte le forze politiche italiane, sia chi governa che chi si candida a governare, maggioranza e opposizione, a considerare questo fattore. Si tratta di assumersi le proprie responsabilità. Una questione dalla quale comunque non sono esenti le cosiddette 'potenze d'Europa', come la Francia e la Germania. In particolare è su quest'ultima che il presidente della Repubblica si sofferma, sottolineando con «amichevole preoccupazione» la «riluttanza» dei tedeschi ad «accettare ulteriori, ormai inevitabili, trasferimenti di sovranità, e dunque anche decisioni a maggioranza, al livello europeo».
«Siamo tutti nella stessa barca», aveva detto ieri il capo dello Stato, riferendosi alla crisi economica globale che interessa tutta l'Eurozona, non solo alcuni Stati, fatte salve le responsabilità specifiche di ognuno. Di certo, nessuno può permettersi sorrisi baldanzosi sul conto degli altri partner europei. Alla crisi si risponde insieme con «più Europa», a partire dall'istituzione di Eurobond fino alla previsione di nuovi strumenti, trattati per rafforzare l'Unione. Dalla quale non si torna indietro.