30 marzo 2020
Aggiornato 19:30
L'incontro interreligioso di Assisi

Assisi, Riccardi (Sant'Egidio): I Lefebrviani criticarono Wojtyla

L'evento del 1986 fu recezione autentica del Concilio Vaticano II. Rabbino Di Segni: Vado ad Assisi preoccupato da lefebvriani. Francescani: Con la visita del Papa Assisi si conferma città della pace

ROMA - L'incontro interreligioso di Assisi del 1986, il cui venticinquesimo anniversario verrà commemorato con una visita del Papa nella cittadina umbra giovedì prossimo, rappresentò «la recezione autentica del Concilio vaticano II», secondo Andrea Riccardi, fondatore della comunità di Sant'Egidio, che oggi ha presentato il libro Lo spirito di Assisi assieme al ministro degli Esteri Franco Frattini, al cardinale Roger Etchegaray, al filosofo Giacomo Marramao, e al ministro generale dei francescani José Rodriguez Carballo.
Riccardi ha spiegato che sino ad allora il dialogo interreligioso era occasionale ed ha citato alcuni tentativi falliti prima dell'appuntamento del 1986. «Nacque come evento importante ma rischioso - ha detto il fondatore di Sant'Egidio - perché ci furono forti opposizioni interne da parte dei tradizionalisti, tanto che al processo di beatificazione per Giovanni Paolo II la fraternità sacerdotale San Pio X (i lefebvriani, ndr.) depositarono un memoriale tutto incentrato su Assisi e sui messaggi che ogni anno Wojtyla scrisse alla comunità di Sant'Egidio per ricordare quell'evento, giudicandolo un affronto all'ortodossia cattolica». Riccardi ha poi ricordato la figura di Giovanni Paolo II, «il più grande missionario della storia eppure un uomo del dialogo, perché missione e dialogo non sono in contrapposizione ma nascono entrambi dall'amore» ed ha poi spiegato: «Siamo felici che Benedetto XVI continui il percorso di Giovanni Paolo II, tanto che ha definito storico e profetico l'incontro del 1986».

Rabbino Di Segni: Vado ad Assisi preoccupato da lefebvriani - (di Iacopo Scaramuzzi) Giovedì prossimo andrà all'incontro interreligioso convocato dal Papa ad Assisi «con preoccupazione». Il rabbino capo della comunità ebraica di Roma, Riccardo Di Segni, commenta, in un colloquio con Tmnews, le recenti dichiarazioni antisemite del vescovo lefebvriano Richard Williamson e, in merito alle trattative in corso tra la Santa Sede e la fraternità sacerdotale San Pio X creata da mons. Lefebvre, avverte che se verrà siglato un accordo che metta tra parentesi il Concilio vaticano II e il documento 'Nostra aetate', che ha rivoluzionato i rapporti tra cattolici ed ebrei, il prezzo potrebbe essere «la pace con il popolo ebraico».
Mons. Richard Williamson non è nuovo alle dichiarazioni antisemite. All'epoca in cui il Papa decise di sospendere la scomunica a lui e agli altri tre vescovi lefebvriani, a gennaio del 2009, emersero alcune dichiarazioni con le quali il presule inglese negava l'esistenza delle camere a gas dei lager nazisti e minimizzava la realtà della shoah. Il superiore dei lefebvriani, mons. Bernard Fellay, gli ingiunse, senza successo, di non esternare più. Di recente mons. Williamson ha ritirato fuori l'antica accusa di deicidio rivolta agli ebrei per la morte di Gesù Cristo. «Solo gli ebrei (capi e popolo) - ha scritto nella sua newsletter settimanale, gli Eleison Comments - furono gli agenti primari del deicidio perché è chiaro dai Vangeli che il gentile più coinvolto, Ponzio Pilato, non avrebbe mai condannato Gesù» se gli ebrei non ne avessero chiesto il «sangue». Immediata la reazione dei rabbini europei. «Parole come le sue - ha detto il presidente della Conferenza dei rabbini d'Europa, Pinchas Goldschmidt, in una nota - ci riportano indietro di decenni, tornando ai giorni in cui ancora non c'era un dialogo significativo e rispettoso tra gli ebrei e i cattolici. Non ci deve essere alcun ravvicinamento alla Chiesa cattolica per i membri del suo gregge che predicano parole d'odio».

Francescani: Con la visita del Papa Assisi si conferma città della pace - La macchina organizzativa e l'intera città di Assisi è in pieno fermento per la giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo che si terrà giovedì 27 ottobre nella città di San Francesco. Assisi - si legge in una nota della sala stampa dei francescani di Assisi - si conferma «capitale mondiale della pace», con veglie di preghiera e funzioni religiose.
Molti i pellegrini attesi ad Assisi per l'arrivo del Papa. Sono stati allestiti 2 centri accoglienza, 5 sale stampa e 10 mega schermi posizionati sulla piazza della Basilica Superiore ed Inferiore di San Francesco, nella Porziuncola e nella piazza di Santa Maria degli Angeli. Saranno circa 300 gli esponenti delle varie fedi mondiali che si uniranno al Papa nella città di San Francesco, raggiungendola insieme a lui in treno da Roma.
Rispetto ai precedenti incontri di Assisi, sottolinea la nota, c'è un aumento dei delegati musulmani e per la prima volta parteciperanno anche personalità non credenti, come Julia Kristeva, Remo Bodei, Guillermo Hurtado e Walter Baier.
«Un pellegrinaggio ad Assisi, città amata e visitata da uomini di ogni cultura e religione - ha sottolineato il custode del Sacro convento di Assisi, padre Giuseppe Piemontese - trova il suo senso più vero, in quanto è il luogo in cui é vissuto e ha proposto instancabilmente il messaggio di pace e di bene san Francesco, il fratello universale, che nel suo essere pienamente uomo di Dio e immagine di Gesù Cristo crocifisso, ha rispettato, amato e servito ogni uomo come fratello e sorella e ogni essere creato». Tutte le informazioni dell'evento sono sul sito www.sanfrancesco.org.

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