4 aprile 2020
Aggiornato 05:00
Udienza del Papa a partecipanti: Pellegrinaggio pace continua

«Osservatore romano»: Ad Assisi non è mancato nessun esponente delle Fedi

Papa gentile che disperde con i fatti e con parole chiare e rappresentazioni infondate, e talvolta offensive, entro le quali lo si vorrebbe ridurre

CITTÀ DEL VATICANO - Con l'incontro presieduto ieri ad Assisi dal Papa «la predicazione di pace dei successori dell'apostolo Pietro che ha segnato tutto il Novecento viene dunque confermata, e si fa anzi più decisa e convincente. Suscitando consensi convinti e adesioni crescenti, come indicano il numero e la qualità delle presenze all'incontro appena concluso». Lo scrive l'Osservatore romano che, in un editoriale di prima pagina del direttore intitolato Insieme verso la verità, prosegue: «Si può dire senza esagerazioni che non è mancato nessuno tra le centinaia di esponenti delle confessioni cristiane e di altre religioni convenuti nella città umbra. E a loro si sono uniti - su invito esplicito di Benedetto XVI - intellettuali non credenti, novità importante e coerente con il pontificato aperto e coraggioso di un Papa gentile che, giorno dopo giorno, con i fatti e con parole chiare sta disperdendo le rappresentazioni infondate, e talvolta offensive, entro le quali lo si vorrebbe ridurre».
«Nessuna retorica inutile ed effimera ha appesantito l'incontro di Assisi - sottolinea Giovanni Maria Vian - svoltosi sotto il segno di una essenzialità semplice che anche in questo modo ha avvicinato tutti i presenti a Francesco, figura che oltrepassa ogni appartenenza religiosa e ideologica». Per il giornale vaticano, «dell'incontro di Assisi resteranno l'essenzialità, fatta di immagini cariche di simboli e di parole. Anch'esse lontane dalla retorica - così facile quando si parla di pace - e radicate con umiltà nella storia».

Udienza del Papa a partecipanti: Pellegrinaggio pace continua - Il Papa ha ricevuto stamane in Vaticano i partecipanti alla Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo che ha presieduto ieri ad Assisi nel 25esimo anniversario dell'incontro interreligioso voluto da Giovanni Paolo I nel 1986.
«Incontri di questo tipo sono necessariamente eccezionali e infrequenti, tuttavia sono una vivida espressione del fatto che ogni giorno, in tutto il mondo, persone di differenti tradizioni religiose vivono e lavorano insieme», ha detto loro Benedetto XVI.
«L'incontro di ieri ci ha dato un senso di quanto sia genuino il nostro desiderio di contribuire al bene di tutti gli esseri umani e quanto dobbiamo condividere reciprocamente. Ora che andiamo ognuno per la propria strada, traiamo forza da questa esperienza e, dovunque siamo, continuiamo rinfrescati il viaggio che ci conduce alla verità, il pellegrinaggio che ci conduce alla pace».

Il Papa ringrazia Cristiani, Ebrei e Pellegrini atei - «Ringrazio i miei fratelli e le mie sorelle cristiani per la loro presenza fraterna. Ringrazio anche i rappresentanti del popolo ebraico, che ci sono particolarmente vicini, e tutti voi, distinti rappresentanti delle religioni del mondo. Esprimo la mia gratitudine anche a coloro che rappresentano le persone di buona volontà che non seguono alcuna tradizione religiosa ma sono impegnati nella ricerca della verità. Vogliono condividere questo pellegrinaggio con noi come segno del loro desiderio di lavorare insieme per un mondo migliore».

Pranzo offerto da Bertone: Con diversità alla stessa tavola - «Sediamoci attorno alla stessa tavola, con tutte le nostre diversità e con l'impegno comune di metterci con tutte le nostre forze al servizio della causa della pace». E' l'invito rivolto dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, all'inizio del pranzo offerto nella tarda mattinata di oggi nell'atrio dell'aula Paolo VI ai partecipanti all'incontro di Assisi tra esponenti delle diverse fedi religiose.
«Abbiamo lasciato la tranquilla cittadina di Assisi per immergerci nuovamente nella grande città di Roma, segnata, come tutte le metropoli, dal traffico, dal ritmo frenetico della vita quotidiana, dall'intreccio di culture diverse. Questo cambiamento di ambito ci lascia intravedere la complessità del mondo che, con le sue ricchezze e con le sue contraddizioni, attende la nostra testimonianza di pace».

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