15 aprile 2021
Aggiornato 09:30
Appello di 15 del Pdl: Il Governo rischia, non rinvii più il dl sviluppo

Sviluppo: Leone, il concordato fiscale può essere una proposta

Il Vicepresidente della Camera del Pdl: Le opposizioni stanno avvelenando il clima. Marcegaglia: Al momento non vediamo riforme profonde. Bonanni: Il Governo non sta discutendo la bozza con nessuno. Miccichè - Romano: subito interventi per il Sud

ROMA - «Il problema più grosso è però la condivisione, che purtroppo manca. Se le opposizioni continuano a chiedere ogni giorno le dimissioni di un governo mai sfiduciato e un esecutivo di salvezza nazionale non solo si avvelena il clima politico e sociale, ma non si fanno gli interessi dell'Italia». Nel denunciare la scarsa responsabilità delle opposizioni nella gestione della crisi, il Vicepresidente Pdl della Camera Antonio Leone non ha escluso che nel dl sviluppo possa essere previsto un nuovo concordato fiscale.
«Il piano per lo sviluppo - ha detto, ospite di Omnibus su La 7- è un documento molto complesso da definire in un momento di grave crisi economica. Sarebbe, perciò, giusto evitare le polemiche politiche su ogni possibile opzione, tanto per stare contro al governo Berlusconi. Di fronte a una giustizia tributaria lenta, con un gigantesco contenzioso di cause studiare la possibilità di alleggerire questo contenzioso permettendo allo Stato di incassare risorse subito attraverso un concordato, può essere una proposta. Così come - possono essere adottate altre soluzioni, ma con il contributo di tutti».

Appello di 15 del Pdl: Il Governo rischia, non rinvii più il dl sviluppo - Il decreto sviluppo non è più rinviabile, è opportuno che trovi le coperture finanziarie per rilanciare l'economia italiana. E ancora: non si possono ignorare le firme dei cittadini contro il 'Porcellum'. Insomma «non c'è più tempo da perdere»: «governo e Pdl hanno il dovere di rischiare». Con queste parole Gianni Alemanno, Andrea Augello, Renato Brunetta, Mara Carfagna, Fabrizio Cicchitto, Guido Crosetto, Franco Frattini, Roberto Formigoni, Giancarlo Galan, Maurizio Gasparri, Maurizio Lupi, Alfredo Mantovano, Giorgia Meloni, Stefania Prestigiacomo, Gaetano Quagliariello aderiscono all'appello del direttore del Foglio, Giuliano Ferrara, al premier Silvio Berlusconi.
«Pensiamo - affermano ministri e parlamentari Pdl - che il governo e il Popolo della libertà abbiano oggi più che mai il dovere di rischiare. In una fase così delicata per le sorti dell'economia nazionale, e considerate incertezze e prospettive nel sistema politico italiano, è in ogni modo necessario impegnarsi, senza perdere altro tempo, in politiche di crescita e di sviluppo. Non sono ulteriormente rinviabili interventi legislativi che rispondano alle sollecitazioni delle istituzioni europee e della Bce, le quali chiedono all'Italia rigore nei conti ma anche provvedimenti che incidano positivamente sul prodotto interno lordo».

Marcegaglia: Al momento non vediamo riforme profonde - Confindustria sospende il giudizio sul dl sviluppo in attesa di vedere la versione definitiva anche se nella bozza non si intravedono riforme strutturali. E' il commento espresso dal presidente degli industriali, Emma Marcegaglia a margine del Business Forum italo-tedesco organizzato da Confindustria e dall'omologa tedesca Bdi sulle prime indiscrezioni sul provvedimento allo studio del governo.
«Daremo un giudizio quando vedremo le cose - ha detto - Abbiamo fatto un manifesto dove abbiamo proposto delle cose, quindi ci aspettiamo e ci auguriamo di vedere riforme profonde nella bozza. Per il momento non le vediamo però aspettiamo di vedere la bozza».

Bonanni: Il Governo non sta discutendo la bozza con nessuno - Il governo non sta discutendo sul dl sviluppo con i sindacati e con gli enti locali, e senza questo tipo di raccordo sarà un provvedimento inutile. Lo ha affermato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, intervenendo a 'La Telefonata di Belpietro' su Canale 5. «Non ho avuto modo di leggerlo - spiega il sindacalista, riferendosi alla bozza ieri circolata - perchè il governo non lo sta discutendo con nessuno, almeno non coi sindacati e credo nemmeno con le regioni, nè con le provincie e i comuni».
Il provvedimento «non può essere un insieme di norme ma il punto finale di accordi con le realtà istituzionali locali e le realtà sociali» e un decreto che «non ha un raccordo con nessuno purtroppo temo che non dia conseguenze».

Miccichè - Romano: subito interventi per il Sud - Vertice ieri sera fra i parlamentari di Grande Sud, la forza politica del Sottosegretario Gianfranco Miccichè e dell'ex ministro Adriana Poli Bortone, e Popolari Italia Domani, partito fondato dal ministro Saverio Romano:impegno a candidature comuni alle amministrative unito all'«auspicio» di una rinnovata alleanza di centrodestra con il Pdl e al richiesta al Governo di «misure straordinarie» per il Mezzogiorno a partire già dal dl sviluppo, sono i punti centrali del documento comune siglato dai parlamentari di Miccichè e Romano.
«Le delegazioni parlamentari di Grande Sud e Pid - è scritto nella nota congiunta- hanno esaminato l'attuale situazione politica anche alla luce delle recenti elezioni in Molise che hanno visto affermare il centrodestra nonostante le difficoltà che oggi incontrano sindaci,amministratori,governatori nel governo della cosa pubblica. Ritengono che sia necessario fare ogni sforzo per approvare al più presto un provvedimento che sappia immettere nel tessuto economico del Paese quelle risorse necessarie a riavviare lo sviluppo e a dare nuova fiducia ai cittadini. Centrale è quindi l'attenzione nei confronti del Mezzogiorno del Paese che soffre ancora un ritardo infrastrutturale che va colmato al più presto,anche attraverso iniziative straordinarie».