28 gennaio 2020
Aggiornato 02:30
Fra veltroniani e bersaniani braccio di ferro per la leadership

Il Pd torna a dividersi sulle primarie

Botta e risposta: Ceccanti, Tonini e Vassallo chiedono di aprire la verifica; «Forse invece che a Berlusconi i veltroniani la spallata la voglio dare a qualcun altro» replica Giacomelli sottintendendo che il vero obiettivo dei fedeli di Veltroni è affondare Bersani

ROMA - Sono straordinarie le truppe di sinistra. Appena c’è aria di difficoltà nella maggioranza si affrettano a a gettare nel cestino dei rifiuti ogni proponimento di unità fin lì sbandierato in nome del bene del Paese per rimettersi a litigare, come loro solito, su chi debba comandare. Tanto più Berlusconi si trova in difficoltà, tanto più lo scontro per lo scettro si fa rumoroso. E nello sferragliare della rissa in casa del Pd non può naturalmente venire a mancare l’appoggio esterno, allo stato confusionale, puntualmente garantito da Di Pietro: oggi ha detto che Berlusconi se ne deve andare «prima che ci scappi il morto». E’ difficile dire se ha ragione di Pietro nel dire che c’è il pericolo che ci scappi il morto. Di una cosa invece si può stare sicuri: che le esternazioni del leader dell’Idv ancora una volta finiranno per dimostrarsi fra le più convincenti a far scappare dalla sinistra i vivi.
I giornalisti dalla penna arguta di una volta in una occasione come questa si sarebbero chiesti: «Siamo sicuri che non ci sia più d’uno che in questo momento stia lavorando più che per la sinistra per il re Prussia?». Che in soldoni vuol dire semplicemente»che sotto sotto c’è qualcuno che sta facendo il gioco dell’avversario».

Giacomelli (Pd): «L’obiettivo dei veltroniani è affondare Bersani» - «Forse sarebbe più lineare e trasparente se, anziché nascondersi dietro percorsi e modalità, si esplicitasse il problema politico che si sottintende e che invece non si ha il coraggio di porre apertamente. Avevamo capito che nelle riunioni dei cosiddetti 'caminetti' del Pd tutti unanimemente si erano trovati d'accordo, nell'interesse del Paese, sulla necessità della 'spallata'. Non vorrei fosse rimasto un non piccolo margine di incomprensione sul destinatario» ha detto Antonio Giacomelli, deputato del Pd commentando la richiesta dei suoi colleghi di partito Ceccanti e Vassallo di aprire una verifica sulla leadership del partito.
E’ sottinteso che il destinatario sommerso dei veltroniani, secondo Giacomelli sia l’attuale segretario del partito.

Ceccanti, Tonini e Vassallo (PD): «Facciamo subito le primarie»- Si riapre la polemica sulla leadership nel Pd tra veltroniani e bersaniani. «Serve una verifica della leadership del Pd». Giorgio Tonini, Stefano Ceccanti e Salvatore Vassallo, parlamentari del Partito democratico, intervistati sul Foglio, chiedono al Partito democratico di aprire a una verifica della leadership del partito e annunciano che durante la prossima assemblea nazionale della minoranza del Pd (i Modem) convocata per il 10 ottobre sarà importante stabilire prima delle prossime elezioni una data per nuove primarie per la selezione del segretario del Partito democratico.

La replica dei fedeli del segretario: «Pensiamo ai guai dell’Italia» - Dura la replica di alcuni deputati a difesa del segretario: Oriano Giovanelli, Massimo Marchignoli, Mario Tullo, Silvia Velo, Antonello Giacomelli, Marco Carra, Gabriele Albonetti, Teresa Bellanova: «In questo momento è compito primario dei democratici occuparsi del Paese, che è in un mare di guai. La mania di guardare ai rapporti interni prima che ai bisogni del paese è un limite da superare. Da questo punto di vista va ricordato e rimarcato che il Pd ha un leader forte, eletto con oltre un milione e 600 mila voti alle primarie del 2009».

Smettiamo di guardare solo agli interessi di bottega - «Al meccanismo delle primarie dunque si penserà, ma nel momento in cui bisognerà formare la coalizione di governo per dare un'alternativa all'Italia - concludono i deputati di maggioranza -. Bisogna smetterla di guardarsi la punta delle scarpe per interessi interni, per difendere o sponsorizzare questo o quel gruppo. Tutte le energie devono essere messe al servizio degli italiani».