30 marzo 2020
Aggiornato 12:34
Il sangue del martire si è liquefatto alle 9.11

Napoli, si rinnova il «miracolo di San Gennaro»

Sangue era già liquefatto quando preso dalla cassaforte. Cardinale Sepe: «Nessuno può cambiare la data del miracolo». De Magistris bacia la teca del sangue di San Gennaro: «E' storia di Napoli»

NAPOLI - Alle 9.11 si è rinnovato, nella cattedrale di Napoli, il fenomeno della liquefazione del sangue di San Gennaro. Nell'ampolla tenuta in mano dall'arcivescovo della città, cardinale Crescenzio Sepe, il sangue si è sciolto come accade ogni anno nel giorno della celebrazione della festività del santo patrono partenopeo e campano.

Sangue era già liquefatto quando preso dalla cassaforte - Quando il cardinale Sepe ha annunciato l'avvenuto prodigio, prendendo nelle sue mani la teca con le reliquie del Santo, il sangue era già liquefatto. L'evento prodigioso, infatti, era già avvenuto quando la teca con le ampolle sono state prelevate dalla cassaforte. E' bastato poco, quindi, per rinnovare il prodigio. Questo, secondo un'antica tradizione, sarebbe di buon auspicio per l'intera città e per i napoletani. L'usanza popolare vuole, infatti, che un ritardo annuncerebbe disgrazie e cattivo augurio per cittadini che abitano alle falde del Vesuvio.
Una folla assiepata nella cattedrale di Napoli e un lungo applauso hanno salutato il miracolo della liquefazione del sangue. Un evento atteso da migliaia di fedeli e che, da secoli, si tramanda tre volte l'anno. Il 19 settembre, giorno dedicato al santo patrono, il 16 dicembre e il sabato che precede la prima domenica di maggio. In tutte le occasioni l'ampolla che contiene il sangue del martire beneventano viene esposta per poter assistere al miracolo. Nei banchi presenti autorità politiche come il governatore della Campania, Stefano Caldoro, il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro e, per la prima volta in veste di sindaco partenopeo, Luigi de Magistris, ma anche le più alte cariche della magistratura e delle forze dell'ordine.
I riti solenni per la festività di San Gennaro sono iniziati nella giornata di ieri quando nella Chiesa di Sant'Agrippina nella zona di Forcella quando il vescovo Orazio Soricelli, i sindaci e i fedeli della Diocesi Amalfi-Cava de' Tirreni, hanno offerto l'olio per la lampada votiva, accesa per l'intero anno in onore di San Gennaro. Si è svolta poi la processione fino alla Cattedrale dove si è celebrato il rito vigilare della celebrazione dei Primi Vespri, presieduto dal cardinale Sepe.
Terminati i Vespri e venerato le reliquie di San Gennaro poste nella cripta del Duomo, si è accesa la lampada votiva sul sagrato della Cattedrale. Alle ore 9 le sacre il reliquiario con le ampolle di sangue, custodito in una cassaforte, è stato portato in processione sull'altare maggiore. Alle 11 inizierà la concelebrazione eucaristica dell'arcivescovo della città con i vescovi della Campania. Alle 18.30, infine, si celebrerà la santa Messa presieduta da monsignor Lucio Lemmo, vescovo ausiliare e vicario generale dell'Arcidiocesi di Napoli. Da martedì 20 fino al prossimo lunedì 26 settembre, il sangue di San Gennaro sarà offerto alla venerazione dei fedeli dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 18.30.
Negli ultimi anni la città ha dovuto aspettare poco prima che il prodigio si rinnovasse. Nel 2005 il miracolo si è verificato alle 9.57, nel 2006 alle 9.37, nel 2007 alle 9.31, nel 2008 alle 9.43, nel 2009 alle 9.56 e lo scorso anno alle 9.22. Oggi alle 9.11, indubbiamente un tempo 'record'.

Cardinale Sepe: «Nessuno può cambiare la data del  miracolo» - «A nessuno è permesso cambiare la data di questo evento prodigioso». Così dall'altare maggiore della Cattedrale di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, in seguito al rinnovato miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro, patrono della città e della Campania. Ribadendo la propria posizione sullo «spostamento» delle feste patronali così come disposto dalla manovra finanziaria, l'arcivescovo ha rimarcato la propria contrarietà alla decisione del Governo ricordando come la festa di San Gennaro sia legata a un evento prodigioso che si verifica sempre lo stesso giorno da secoli.
«Il sangue di San Gennaro è vivo a dimostrare che è vivo per il popolo di Napoli perché - ha detto il presule - è ancora viva oggi la devozione al Santo». «Questa data - ha aggiunto il cardinale Sepe - non è solo una pagina di calendario, ma una fase della vita che porta ad affrontare in modo nuovo le sfide che ci aspettano. Sfide che a Napoli sembrano sempre troppe dando un senso di sfiducia e di impotenza. Per questo - ha concluso - San Gennaro viene in nostro aiuto».

De Magistris bacia la teca del sangue di San Gennaro: «E' storia di Napoli» - La celebrazione della Festa di San Gennaro è «un giorno che fa parte della storia» di Napoli, una «tradizione popolare, religiosa, identitaria, che unisce» anche se la città ha bisogno «del lavoro duro delle persone». Così il sindaco partenopeo, Luigi de Magistris, partecipando per la prima volta da primo cittadino della città alla celebrazione della festività nel Duomo dove si è rinnovato il prodigio della liquefazione del sangue del Martire.
«Qualcuno ha cercato di cancellare questa festa, pensando che un Governo in scadenza potesse cambiare - ha aggiunto de Magistris - anche le feste religiose». L'ex pm, che si è detto «emozionato» per la sua prima volta nella Cattedrale il 19 settembre, ha baciato la teca con le sacre reliquie e ha sottolineato come il miracolo faccia «bene alla città, ma - ha spiegato - Napoli non ha bisogno della religione e dei miracoli per andare avanti, ma del lavoro duro delle persone. Il miracolo aiuta da un punto di vista spirituale, ma Napoli va avanti comunque».

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