5 aprile 2020
Aggiornato 04:00
Caso Milanese

Paolini: No della Lega in Giunta all'arresto di Milanese, in Aula secondo coscienza

Il Deputato leghista: «Spiegherò agli elettori la nostra posizione». Prima del 22 riunione di gruppo

ROMA - «Ci sono molte incongruenze nell'unico accusatore di Marco Milanese», cioè l'imprenditore Paolo Viscione, e «c'è fumus persecutionis» da parte di quest'ultimo e «non da parte dei pm, come ha evidenziato lo stesso Milanese». Così Luca Paolini, deputato leghista in Giunta per le Autorizzazioni, ha spiegato la decisione di votare a favore della relazione di Fabio Gava (Pdl) che propone di rifiutare l'arresto dell'ex consigliere politico del Ministro Giulio Tremonti.

Paolini assicura di non aver parlato con nessuno, nemmeno con il leader della Lega, Umberto Bossi, e di aver preso la decisione di votare contro la custodia cautelare in carcere assieme all'altro componente leghista in Giunta, Fulvio Follegot: «Sono venuto qui a Montecitorio anche durante le vacanze per studiare le carte. L'indagine è complessa, è stata anticipata dalla stampa ampiamente ma molte cose che vengono affermate non sono state riscontrate».

Questa, «è la posizione dei commissari della Lega in Giunta poi prima del voto in Aula ci sarà certamente una riunione in cui spiegherò ai colleghi le nostre convinzioni poi ogni deputato si fa la sua idea ed esprimerà un voto secondo coscienza», ha osservato Paolini che ha anche annunciato «un promemoria che espliciterà alla pubblica opinione che questo no all'arresto non significa no al processo che comunque si terrà».

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