11 luglio 2020
Aggiornato 21:30
La questione morale e il PD

Fassino a Mussi: «Non ci facciamo pagare i congressi»

Il Sindaco di Torino: «Escludo che Penati agisse per conto di altri». Bersani: «Ok alle critiche ma no a teoremi assurdi sul PD». Gasparri: «Risponda a Mussi»

TORINO - «Dobbiamo parlare di quel che dice Mussi o possiamo stare ai fatti?»: Piero Fassino commenta così le recenti dichiarazioni del suo ex collega di partito, che ha annunciato che farebbe una class action nel caso emergesse che il congresso dei Ds che ha eletto segretario Fassino, e sconfitto lo stesso Mussi, sia stato finanziato da soldi di provenienza incerta.
«Mussi - afferma Fassino in un'intervista a Repubblica - sa benissimo che non ci facciamo pagare i congressi da nessuno. Escludo che un nostro congresso sia mai stato pagato da altri. Non ci sto a questo processo. Non mi va bene che si sia da pensare che abbiamo tutti preso soldi. Io, in 40 anni di vita politica, non ho mai preso una lira». Quanto al ruolo di Filippo Penati, «non ho mai avuto che attorno a Penati, che conosco e stimo come dirigente, ci fosse un sistema», afferma Fassino, «escludo che Penati agisse per conto di altri».

Bersani: «Ok alle critiche ma no a teoremi assurdi sul PD» - «Le critiche le accettiamo, l'aggressione no. Non accetteremo bufale o leggende metropolitane o teoremi assurdi su di noi». Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, nel suo intervento alla festa nazionale di Pesaro, rispondendo agli attacchi rivolti al partito a causa dell'inchiesta che coinvolge alcuni esponenti, tra cui Filippo Penati, per tangenti.
«Siamo l'unico partito che ha fin dalla sua nascita il bilancio certificato da una società internazionale - ha detto Bersani - perciò chi ci attacca si prende una denunzia e una richiesta di danni. Non passerà il tentativo di metterci tutti nel mucchio, se Berlusconi facesse un passo indietro per ogni inchiesta che lo coinvolge, sarebbe ad Ancona da qui».

Gasparri: «Bersani risponda a Mussi» - «Ma Bersani quando parla del suo partito come forza riformatrice e patriottica include anche Penati e i compagni di Sesto?». Lo chiede il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri.
«Risponda a Mussi che da compagno esperto getta un'ombra sull'intreccio tra tangenti e vita interna degli ex Ds. E ci dica quali riforme vogliono i suoi 'controllori' della Cgil con il partito del no. Vada a fare il riformatore a Sesto dove il suo braccio destro deve spiegare molte cose», conclude.