22 febbraio 2020
Aggiornato 20:30
Il Premier ospite ad Atreju

Berlusconi: «Alfano Premier e Letta al Quirinale»

«Ma su mia ricandidatura deciderò a fine legislatura». La Russa: «Berlusconi nel 2013? La questione è aperta». Romano: «Un errore chiedergli un passo indietro»

ROMA - La decisione se ricandidarsi o meno sarà presa «a fine legislatura», ma «il mio pensiero non recondito è vedere prosimamente Letta al Quirinale e Letta premier». Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, ospite di Atreju.
«Sono quasi vent'anni che sono in politica, sono un periodo enorme perchè la vita politica è drammaticamente pesante», ha spiegato il premier rispondendo ad una domanda sul suo futuro politico. «Se io rinunciassi anche a una richiesta del mio partito di candidarmi alla guida del governo, sarei giustificabile, avrei consolidato un diritto. Ma farò quello che in quel momento sarà necessario fare».
Ha insistito il premier: «Il più bel giorno della vita in politica, dicono i miei amici leader internazionali, è l'ultimo, perchè a un certo punto non se ne può proprio più. Ma - ha ripetuto - si deciderà a secondo della situazione che si appaleserà a fine legislatura. Il Pdl ha indicato in Alfano il nostro segretario politico. Ci sono due persone che stimo sopra agli altri: Alfano e Gianni Letta. Il mio pensiero non recondito è vedere prossimamente Letta al Quirinale e Alfano Premier».

La Russa: «Berlusconi nel 2013? La questione è aperta» - «Bisogna fare un po' di chiarezza» sull'annuncio fatto da Alfano della ricandidatura di Silvio Berlusconi nel 2013. Lo dice Ignazio La Russa in un'intervista al Messaggero. «Berlusconi aveva detto: penso e spero di non candidarmi e io giornali hanno scritto: Berlusconi non si candida. Allora Alfano ha dovuto rispondere con una forzatura: è sicuro che Berlusconi si candida. La realtà - dice il ministro - è quella che ha detto Silvio: vorrebbe non candidarsi ma non si può escludere che sia spinto a farlo. E in questo caso le primarie sarebbero inutili».
La Russa sdrammatizza poi il rapporto con la Lega: «Le spine sono due la nostra e la loro. Come noi non staccheremo la spina alla Lega, loro non la staccheranno a noi. Non credo che qualcuno voglia suicidarsi». Quanto al malessere nel Pdl espresso da Pisanu il ministro assicura: «Ma quale malessere? E poi Pisanu è Pisanu, lo conosciamo bene. Forse parla così perchè si è sentito ridimensionato. Ma poi si dimostra leale».

Romano: «Un errore chiedere a Berlusconi un passo indietro» - «E' un controsenso e un grave errore politico perseverare nel richiedere a Berlusconi di fare un passo indietro». Lo ha affermato il ministro dell'Agricoltura, Saverio Romano. «Anche da parte di quelle forze dell'opposizione che si sono mostrate più dialoganti - ha aggiunto - vengono segnali contrastanti: che senso ha infatti provare a dividere Berlusconi dal berlusconismo, il premier dalla maggioranza che sostiene il governo? Si vuole parlare di contenuti oppure si vuole agire contra personam contro Berlusconi?».
«Qui non ci sono - ha detto ancora Romano - nè salvacondotti, nè capri espiatori. La manovra fatta di tagli agli sprechi, improntata al rigore, è un atto di responsabilità fatto da questo governo nell'interesse dell'Italia e degli italiani. Sarebbe più proficuo se l'opposizione si occupasse di dare il proprio apporto a questo provvedimento anzichè a dedicarsi alla fantapolitica».

Granata (FLI): «Alfano è un segretario nato già vecchio» - «Angelino Alfano è un segretario nato già vecchio, messo lì dopo aver già fatto le peggiori leggi della sua vita, da ministro della Giustizia, prima di diventare segretario di partito». Lo ha dichiarato il Vicepresidente Fli dell'Antimafia Fabio Granata a Mirabello, dove oggi parteciperà con Marco Travaglio al dibattito Italia 150.