26 giugno 2019
Aggiornato 18:00
Ieri nuovo passo attraverso gli ambasciatori Italia e Brasile

Frattini: Caso Battisti alla corte dell'Aia entro fine mese

Il Ministro degli Esteri: «Offende le vittime ed è una vergogna per il Brasile». La Russa: «Frattini assicura azione contro le offese». Mantovano consegnerà un premio al pm brasiliano Filho

ROMA - «Prima della fine di questo mese» la Corte internazionale di giustizia dell'Aia, sarà investita del caso Batisti. Lo ha riferito ai giornalisti il ministro degli Esteri, Franco Frattini, a margine della firma di un accordo fra l'Istituto Italo Latino Americano e la Comunità di Sant'Egidio a Roma.
Dopo le ultime esternazioni dell'ex militante dei Pac, che ha ottenuto esilio in Brasile, ieri pomeriggio il capo della diplomazia italiana, ha fatto «un passo inferiore a Roma con l'ambasciatore del Brasile e ha Brasilia con il nostro ambasciatore» come ha spiegato lo stesso Frattini: «abbiamo detto con grande chiarezza che il 15 di questo mese scadrà il termine per costituire la commissione di conciliazione» tra Italia e Brasile sulla vicenda Battisti, insomma - ha proseguito il ministro - «il primo passo verso l'Alta corte internazionale» dell'Aia. «Se il Brasile non nominerà il rappresentante di sua competenza - ha illustrato il titolare della Farnesina - noi lo chiederemo d'autorità alla Corte: ho chiesto al ministro degli Esteri brasiliano Patriota, di vederci a New York il 22-23 di questo mese (a margine dell'assemblea generale dell'Onu, ndr)».
«Evidentemente - ha concluso Frattini - questo passo sarà compiuto, quindi prima della fine di questo mese, la Corte internazionale di Giustizia (Cig) sarà investita del caso».

Frattini: «Battisti offende le vittime ed è una vergogna per il Brasile» - «Siamo stati inondati da email di cittadini brasiliani di origine italiana e anche la stampa in Brasile si è ribellata a questo ennesimo atto sconsiderato di una persona che oltre ad avere indebitamente goduto di un vantaggio ha pensato pure di parlare per rincarare la dose»: così il ministro degli Esteri, Franco Frattini, su Cesare Battisti, «una figura di terrorista non pentito - ha detto Frattini ad Atreju 2011 - che offende la memoria delle vittime ed è una vergogna per il Brasile».

La Russa: «Frattini assicura azione le contro offese» - Il ministro della Difesa Ignazio La Russa, racconta di aver avuto «questa mattina un colloquio con il ministro degli Esteri, Frattini» dopo l'appello di ieri sulle offese all'Italia fatte da Cesare Battisti.
«Il ministro - ha detto La Russa a margine della commemorazione dell'armistizio dell'8 settembre - ha assicurato il suo impegno e mi ha preannunciato un'azione diplomatica informale perchè queste offese all'Italia cessino al più presto. Rimane comunque la ferita della mancata estradizione di Battisti, ferita alla quale - ha concluso La Russa - io non mi rassegno».

Mantovano consegnerà un premio al pm brasiliano Filho - Il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, sabato prossimo a Roma consegnerà il premio Atreju 2011 al pubblico ministero brasiliano, Walter Filho, autore del libro Il caso Cesare Battisti-La parola della corte, nell'ambito dell'annuale festa dei giovani del Popolo della Libertà che si svolge a Roma.
Mantovano interverrà a un dibattito, al quale parteciperà anche Alberto Torregiani, figlio di Pierluigi, il gioielliere ucciso nel 1979 a Milano dai Proletari armati per il comunismo, guidati da Battisti, condannato come mandante dell'omicidio.
Il magistrato brasiliano Walter Silva Pinto Filho ha trascorso alcuni mesi a Milano nel 2009 per analizzare attentamente la documentazione dei processi contro l'ex terrorista rosso Cesare Battisti. «Il mio lavoro mira a smontare le falsità che sono state dette a favore di Battisti qui in Brasile - ha affermato Filho in una breve intervista al quotidiano di Fortaleza, O Povo - Lo faccio sotto le lenti di procuratore giudiziario e di difensore della Stato democratico».
Filho sostiene nel suo libro che le autorità brasiliane hanno ignorato «decisioni giuridiche di una repubblica democratica perchè hanno preferito credere all'ex presidente Lula, che si è espresso in una lettera al senatore Eduardo Suplicy, accettando gli argomenti della scrittrice francese Fred Vargas, che ha messo in dubbio tutte le decisioni della giustizia italiana».