18 ottobre 2019
Aggiornato 23:30
Intervista al Corriere della Sera

Il programma di Profumo: «Governo tecnico e patrimoniale da 400 miliardi»

«Uno sforzo per abbattere il debito, per poi rivedere la spesa». Cicchitto: «Profumo ha già pronto il colpo di bacchetta magica». Maroni: «Esecutivo tecnico? In politica solo con il voto»

ROMA - Serve uno sforzo da 400 miliardi, una patrimoniale per abbattere il debito, ma un'operazione di questa portata la può fare solo un governo tecnico. E' la convinzione di Alessandro Profumo che conferma la propria disponibilità a un impegno politico: «La politica è gestione del bene comune e se ci fosse la richiesta di un impegno potrei solo dire che se posso essere utile sì, lo farei. Non sta a me giudicare se posso essere utile e in che momento o in che forma. Non è questione di ambizioni. Ma se posso servire in qualche modo, lo faccio volentieri», afferma in un'intervista al Corriere della sera.

«Patrimoniale dal 400 mld per abbattere il debito» - Il Paese è in una fase «estremamente difficile dal punto di vista finanziario ed economico. Quindi sono assolutamente necessari interventi». Per l'ex numero uno di UniCredit «sarebbe fondamentale realizzare un'operazione fiscale per consentire un abbattimento del debito in un colpo solo e in modo significativo». Una patrimoniale consistente, perchè «dobbiamo riportare il debito sotto il 100% del Pil». Quindi, «tassare i ricchi sul loro patrimonio, non solo sul loro reddito». Si tratta di «una manovra da 300 o 400 miliardi di euro. Con un intervento da 400 miliardi, il debito potrebbe calare dal 120% a circa il 90% del Pil. Allo stesso tempo bisogna rivedere i meccanismi di spesa, altrimenti una patrimoniale rischia di essere solo una una tantum che non intacca gli squilibri. Ma i due aspetti non si escludono a vicenda, si devono combinare». Profumo parla anche della necessità di intervenire a favore dell'occupazione, perchè c'è un livello di precariato «insostenibile».

Cicchitto: «Profumo ha già pronto il colpo di bacchetta magica» - «Con un colpo di bacchetta magica già il tecnico Profumo pensa di risolvere i problemi di fondo dell'economia italiana: solo un governo tecnico sarebbe in grado di fare una manovra ulteriore di 400miliardi. Ci sarebbe il piccolo problema di ottenere il consenso del Parlamento,ma è evidente che un tecnico puro non ha nulla a che fare con l'infame casta». Così in una nota Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, risponde ad Alessandro Profumo che oggi in una intervista ha parlato della necessità di un governo tecnico in grado di fare una ulteriore manovra da 400 miliardi, una patrimoniale per abbattere il debito.
Cicchitto ironizza sul fatto che «è evidente che un tecnico puro non ha nulla a che fare con l'infame casta. E quindi - argomenta - otterrà facilmente il consenso anche da questa, debitamente trattata da importanti mezzi mediatici e da procure.
Facciamo al dottor Profumo e all'onorevole Enrico Letta che lo sponsorizza, a testimonianza che forse tanto tecnico puro non è, un futuro di successi migliori di quelli ottenuti nella fase finale di Unicredit. Comunque anche dagli applausi di Enrico Letta emerge un interrogativo: il dottor Profumo sarà il papa straniero vaticinato da Ezio Mauro per il centrosinistra o il tecnico di tutti, cioè di nessuno?».

Maroni: «Esecutivo tecnico? In politica solo con voto» - «Per noi la regola è che i governi sono eletti democraticamente dal popolo sovrano, chi vuole entrare in politica si sottoponga al popolo». Lo ha affermato il ministro degli Interni, Roberto Maroni, rispondendo a una domanda sulla possibilità di un esecutivo tecnico.
Sulla possibilità che Alessandro Profumo entri in politica, Maroni ha affermato: «Chiunque può venire, basta che si sottoponga al vaglio democratico».

Rutelli: «Profumo è quel che ci vuole per il paese» - Francesco Rutelli, leader dell'Api, rilancia la discesa in campo di Alessandro Profumo, avvenuta proprio alla festa di labro di Alleanza per l'Italia giovedì scorso, e sottolinea che «la complessità della situazione sociale e politica italiana e mondiale esige risposte visionarie e complesse, non è più possibile una discesa in campo come quella di Berlusconi nel '94. Qui - ha detto Rutelli - concludendo la festa di Labro - serve gente che dice 'rischio, ci sono, non voglio altro che servire il mio Paese'. E qui - ha concluso riferendosi proprio a Profumo - abbiamo avuto un esempio di una persona che ha detto sono qui, vediamo cosa posso fare per il mio Paese».