10 luglio 2020
Aggiornato 01:00
Inchiesta area Falck

Caso Penati, faro dei Pm sull'«Idroscalo Center»

A parlarne è l'imprenditore Di Caterina. Gli indagati parlano dell'affare Falck nelle intercettazioni in primavera. L'ex assessore Di Leva fa ricorso al Tribunale del Riesame

MILANO - La Procura di Monza, titolare dell'inchiesta sulle presunte tangenti per le aree ex Falck Marelli, ha acceso un faro anche sull'area interporto di Segrate. Lo spunto è arrivato dalle dichiarazioni di Pietro Di Caterina, uno degli «accusatori» dell'ex presidente della Provincia milanese Filippo Penati.
L'imprenditore, indagato per corruzione, ha parlato del fatto che Michele Molina sarebbe stato interessato all'area dell'ex dogana di Segrate. Un dettaglio che avrebbe, a sua volta appreso da Renato Sarno. Le ipotesi da chiarire riguardano rapporti non molto chiari tra i due, tra i quali potrebbero essere intercorsi passaggi di denaro. Nell'area era previsto il progetto del più grande centro commerciale e centro culturale d'Europa.

L'ex assessore Di Leva fa ricorso al Tribunale del Riesame - Ha chiesto il Riesame la difesa di Pasqualino Di Leva. L'ex assessore all'edilizia è stato arrestato il 25 agosto scorso nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte tangenti nell'area ex Falck. Nel frattempo gli inquirenti, i pm di Monza Walter Mapelli e Franca Macchia, stanno studiando la consulenza svolta su loro mandato sul prezzo al quale la Provincia ha acquistato il 15% della Milano-Serravalle. Una precedente consulenza disposta dalla Procura di Milano nell'ambito di una inchiesta destinata all'archiviazione aveva definito il prezzo di acquisto delle azioni «congruo».

Gli indagati parlano dell'affare Falck nelle intercettazioni in primavera - Il dimissionario direttore generale del Comune di Sesto San Giovanni, Marco Bertoli, e l'ex capo di gabinetto della Provincia di Milano, Giordano Vimercati avrebbero parlato dell'affare Falck fino alla primavera scorsa. È quanto emerge dalle intercettazioni telefoniche nell'inchiesta della Procura di Monza su presunte tangenti relative alle aree ex Falck e Marelli.

Il Dg del Comune Sesto si dimette, ma il sindaco è contrario - Il direttore generale del Comune di Sesto San Giovanni, Marco Bertoli, indagato dalla Procura di Monza per finanziamento illecito ai partiti nell'inchiesta sulle presunte tangenti per l'ex area Falck, ha scritto ieri una lettera di dimissioni al sindaco Giorgio Oldrini per evitare strumentalizzazioni nell'imminente discussione in Consiglio comunale della proposta di piano integrato d'intervento per la trasformazione del terreno, ma il primo cittadino è contrario: «Ringrazio Bertoli per la sua serietà e generosità, tuttavia penso che in un Paese mediamente civile, nessuno debba essere indotto a lasciare il suo lavoro senza nemmeno avere avuto la possibilità di rispondere a eventuali contestazioni» ha scritto Oldrini in una nota, anch'egli indagato, aggiungendo di voler informare la Giunta comunale di questa sua convinzione alla prossima riunione.