10 luglio 2020
Aggiornato 21:30
Inchiesta area Falck

«Gravi indizi di illiceità per l'operazione Serravalle»

Lo scrivono i pm di Monza, Mapelli e Macchia, nel decreto di perquisizione con il quale la gdf nelle settimane scorse ha «visitato» l'abitazione di Maurizio Pagani manager di Banca Intesa

MILANO - «Ci sono gravi indizi sulla base di dichiarazioni de relato sull'illiceità della costruzione dell'operazione finanziaria per l'acquisto a prezzi fuori mercato di azioni comprensivo di un ritorno economico per i partecipanti». Lo scrivono i pm di Monza, Mapelli e Macchia, nel decreto di perquisizione con il quale la gdf nelle settimane scorse ha «visitato» l'abitazione di Maurizio Pagani manager di Banca Intesa ora Intesa San Paolo indagato per corruzione nelle indagini sull'acquisizioni di azioni dell'autostrada Serravalle da parte dell'amministrazione provinciale di Milano.
All'epoca dei fatti presidente della Provincia di Milano era Filippo Penati il cui nome però non risulta iscritto tra gli indagati per questo troncone di inchiesta. Penati com'è noto è indagato per concussione, corruzione e finanziamento illecito dei partiti nel filone relativo alle aree Falck. Il nome di Pagani è stato iscritto nell'apposito registro perchè ne aveva parlato a verbale l'imprenditore Piero Di Caterina riferendo parole ascoltate da Antonino Princiotta funzionario della Provincia di Milano.

Indagato per corruzione manager Intesa Sanpaolo - Maurizio Pagani, responsabile del settore infrastrutture e project finance di Intesa Sanpaolo, è indagato per concorso in corruzione nell'ambito dell'inchiesta che a Monza coinvolge l'ex coordinatore del Pd Filippo Penati.
Pagani era stato perquisito nelle settimane scorse. Secondo l'accusa avrebbe un ruolo nella riunione per decidere il sovrapprezzo delle quote dell'autostrada Serravalle. Della riunione aveva parlato a verbale l'imprenditore Piero Di Caterina, uno degli accusatori di Penati.