10 luglio 2020
Aggiornato 22:00
Pm deposita il ricorso al Riesame per l'arresto di Penati

Penati: «Sono estraneo ai fatti ma mi autosospendo dal PD»

L'ex presidente della Provincia di Milano: «Non voglio creare imbarazzi al partito, esco dal gruppo in Regione». Majorino(Pd): «Penati rinunci alla prescrizione»

MILANO - In seguito agli sviluppi dell'inchiesta della Procura di Monza per corruzione a suo carico, l'ex vice presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Filippo Penati, ribadisce la propria innocenza e annuncia di avere deciso di autosospendersi dal Pd e di uscire dal gruppo dei democratici nell'assemblea lombarda.
«Ribadisco la mia estraneità ai fatti che mi vengono contestati. Visti però gli sviluppi della vicenda che mi vede coinvolto - scrive in una nota - intendo scindere nettamente la mia vicenda personale dalle questioni politiche per potermi difendere a tutto campo. Per queste ragioni ho deciso di autosospendermi dal Pd e di uscire dal gruppo consiliare regionale. Questo per non creare problemi e imbarazzi al Partito democratico».
«Il mio impegno, come ho detto dall'inizio della vicenda, resta quello - prosegue Penati - di ristabilire la mia onorabilità e ridare serenità alla mia famiglia».

Pm deposita il ricorso al Riesame per l'arresto di Penati - I pm di Monza Walter Mapelli e Franca Macchia hanno depositato il ricorso al Tribunale del Riesame al fine di ottenere l'arresto dell'ex coordinatore nazionale dei Ds Filippo Penati e di Giordano Vimercati, misure negate dal gip a causa della prescrizione scattata in base alla riqualificazione del reato da concussione a corruzione. Penati è indagato per concussione, corruzione e finanziamento illecito dei partiti.
Intanto è stato fissato per lunedì prossimo l'interrogatorio di garanzia davanti al gip dell'ex assessore Pasqualino Di Leva e dell'architetto Marco Magni arrestati ieri per corruzione.

Majorino(Pd): «Penati rinunci alla prescrizione» - L'assessore al Welfare del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino (Pd), chiede all'ex vice presidente del Consiglio regionale della Lombardia e ex capo della segreteria politica di Pier Luigi Bersani, Filippo Penati, di rinunciare alla prescrizione nell'ambito dell'inchiesta giudiziaria a suo carico per presunta corruzione legata all'ex area Falck di Sesto San Giovanni.
«Credo che chi ha svolto funzioni di rappresentanza politica e si proclama innocente dovrebbe rinunciare alla prescrizione» ha detto Majorino riferendosi al compagno di partito. «Purtroppo in queste settimane il quadro a suo carico si è aggravato e appesantito - aggiunge -, non siamo più di fronte al fatto iniziale, a delle ipotesi anche molto pesanti, ma confusamente dette da un singolo accusatore. Siamo di fronte a un quadro, a una pratica più consolidata». L'esponente milanese del Pd poi aggiunge: «Credo che qualsiasi atto che possa permettere all'opinione pubblica di comprendere che nessuno si sente al di sopra delle parti sia un atto positivo. E questo potrebbe essere la rinuncia alla prescrizione».
Quanti all'autosospensione di Penati dal Pd e dal gruppo in Consiglio regionale Majorino lo ritiene «un fatto ovvio e logico, una minima questione di rispetto e sensibilità. Fossi in lui darei le dimissioni anche dal Consiglio regionale. Però ora questa diventa una sua scelta personale che non ha più nulla a che vedere con il suo ruolo nel Pd».