25 aprile 2024
Aggiornato 13:00
Manovra, appello bipartisan

Schifani: «Considerare anche le proposte dell'opposizione»

Il presidente assicura: «No alla fiducia al Senato». Finocchiaro: «Bene Schifani, ora Commissione speciale». Gasparri e Quagliariello soddisfatti per le parole della Senatrice PD

ROMA - Dal tunnel della crisi si può uscire solo con un impegno bipartisan. Renato Schifani, in un colloquio al Corriere della sera, chiarisce il senso delle sue affermazioni, qualche giorno fa, sulla necessità di guardare «nel merito» delle proposte di modifica alla manovra e non alla loro «paternità». «Per il bene del Paese» è necessario un dialogo «forte» tra maggioranza e opposizione», spiega il presidente del Senato, che ieri mattina ha incontrato il leader della Cisl Raffaele Bonanni e poi è salito al Colle dove si è intrattenuto per circa un'ora con il Capo dello Stato per discutere della manovra economica.

Il presidente conferma che i tempi dell'esame del decreto da parte del Senato saranno rispettati, il 5 settembre il testo sarà «in aula senza la richiesta di fiducia», assicura. «Sarà un percorso sobrio, non lungo, ma che consenta tutte le audizioni necessarie e un opportuno dibattito in commissione», dice. Quindi lancia l'appello bipartisan: «Sento forte l'esigenza di un accordo tra maggioranza e opposizione se non totale almeno parziale, evitando l'incomunicabilità tra schieramenti, con chiusure sistematiche da una parte e dall'altra». E avverte la maggioranza: «Le proposte dell'opposizione devono essere prese in giusta considerazione perchè si deve lavorare insieme per la tenuta del paese». E «se per ipotesi dovessero essere bocciate tutte le proposte dell'opposizione, a perdere sarebbe tutta la politica italiana».
Quanto al merito della manovra, il presidente del Senato sottolinea che «deve essere eticamente sostenibile. E' dovere del Parlamento lavorare per evitare lo scontro sociale. Se a un cittadino vengono chiesti sacrifici non deve sentirsi penalizzato rispetto ad altri a cui viene chiesto troppo poco. Il faro di questa manovra deve essere l'equità». Sulla province, Schifani specifica però che «se ci si limitasse solo a tagliare le province sotto i 300mila abitanti, non ci sarebbe più omogeneità di governo locale e molti cittadini resterebbero disorientati». Insomma, andrebbe pensata una sarebbe «opportuno» inserire in manovra «un passaggio che impegni il governo a presentare una normativa di rivisitazione complessiva e organica dell'architettura degli enti locali».
Capitolo pensioni - Ma c'è un altro tema sul quale Schifani invita alla prudenza. «Il tema delle pensioni - dice - tocca la sensibilità dei lavoratori e la tenuta sociale», quindi «non si può arrivare ad uno strappo con le forze sociali».

Finocchiaro: «Bene Schifani, ora Commissione speciale» - «I passaggi su questa manovra mi sembrano molto difficili, complicati, faticosi. Ho visto il parere della Commissione Affari costituzionali che di fatto, castra la manovra. Ovviamente bisognerà continuare a lavorare. A tal riguardo trovo interessante l'intervista del presidente Schifani al Corriere della Sera sull'atteggiamento dell'opposizione, con riguardo sia al nostro contributo di responsabilità in occasione dell' approvazione della manovra precedente in soli tre giorni, sia sulla necessità che si tenga conto della disponibilità mostrata dalle opposizioni in questi giorni, con particolare riferimento al fatto che si mostri da parte del governo e della maggioranza la stessa disponibilità nei confronti delle nostre proposte». E' quanto ha affermato Anna Finocchiaro, Presidente dei senatori del PD, commentando la discussione sulla manovra in Senato e il colloquio del Presidente del Senato Schifani con il Corriere della Sera.
«Mi sembra importante - ha detto Finocchiaro - questo riferimento al confronto costruttivo nel momento in cui il presidente Schifani, parlando del merito, fa riferimento alle province e afferma che c'è la necessità di una riforma costituzionale, cosa assolutamente necessaria visto che occorrerà modificare gli Articoli 132 e 133».
«Sento per questo - ha spiegato Finocchiaro - la necessità di formulare una proposta alla maggioranza e all'opposizione: quella di istituire una Commissione speciale, prevista dalla Costituzione e dai regolamenti, di cui facciano parte tutti i presidenti dei gruppi che, in un termine molto breve, massimo tre mesi, produca per l'aula un testo che contenga la riduzione dei parlamentari, la riformulazione dell'art. 81 sul pareggio di bilancio e la riforma costituzionale per il riassetto degli enti locali».

Gasparri-Quagliariello soddisfatti per le parole della Finocchiaro - «Al di là dello strumento proposto, che non ci sembra il più idoneo anche perchè in una situazione nella quale l'opposizione è articolata in un numero di gruppi superiore a quelli della maggioranza una commissione speciale formata dai capigruppo non sarebbe rappresentativa degli equilibri nell'assemblea, il proposito di sottrarre all'improvvisazione e alla logica politica di parte materie di rango costituzionale è certamente meritevole di attenzione. Come evidenziato dal presidente Schifani, tra queste vi sono materie che determinano la qualità stessa del tessuto connettivo dello Stato». Così Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, capogruppo e vicecapogruppo vicario del PdL al Senato, hanno risposto al presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro.
«Indipendentemente dal mezzo che non ci appare adeguato - hanno spiegato i due parlamentari, non lasceremo cadere la proposta della collega Finocchiaro» su una Commissione speciale che, in un termine molto breve produca per l'aula un testo che contenga la riduzione dei parlamentari, la riformulazione dell'art. 81 sul pareggio di bilancio e la riforma costituzionale per il riassetto degli enti locali.