22 luglio 2019
Aggiornato 21:00
La Commissione del Senato solleva dubbi di costituzionalità

Vizzini: «Disappunto per l'assenza del Governo in Commissione»

Il Presidente: «Nessuno presente per fornire risposte a rilievi»

ROMA - Presso la Commissione affari costituzionali del Senato si sta svolgendo la discussione per l'espressione del parere di costituzionalità sulla manovra economica in assoluta assenza del Governo. «La Commissione intera ha espresso il proprio fermo disappunto e l'assoluto stupore per la circostanza che nessuno dei 60 componenti dell'Esecutivo riesce a garantire una presenza anche allo scopo di fornire risposte e spiegazioni ai rilievi mossi da tutti i Gruppi». Lo comunica il Presidente, senatore Carlo Vizzini, dopo aver sollecitato più volte la presenza del Governo.

Commissione Senato solleva dubbi di costituzionalità - Forti dubbi di costituzionalità su alcuni punti rilevanti della manovra bis da parte della commissione Affari costituzionali del Senato. Dopo aver valutato il decreto di Ferragosto, la commissione ha emesso un parere «non ostativo» ma esprimendo perplessità su misure importanti come il contributo di solidarietà, il taglio delle Province, il ritardo nel pagamento del Tfr per i dipendenti pubblici, l'intervento sulle festività civili.
«Abbiamo lavorato senza pregiudiziali politiche - ha affermato il presidente della commissione Carlo Vizzini (Pdl) - con punti di convergenza e altri di divergenza». In particolare, «per un socialista come me, fondatore del Pse, è inconcepibile cancellare feste come il 25 aprile e il Primo maggio».
La commissione, ha aggiunto Luigi Zanda (Pd), «ha dichiarato incostituzionale il provvedimento in larghissime parti che lo qualificano. È la pietra tombale sul decreto e conferma la disinvoltura con cui il governo Berlusconi ha governato per decreto legge per tre anni».