18 gennaio 2020
Aggiornato 03:30
Politica economica

Manovra, Casini: «Berlusconi avrà i nostri voti, ma dica no ai veti della Lega»

Il leader dell'UDC: «L'Opposizione non potrà che fare scelte a favore della nazione». Rao (Udc): «Sì all'asta per le frequenze tv in nome dell'equità»

ROMA - Il presidente del Consiglio dovrebbe avere il coraggio di «osare» sulla manovra, senza «subire i veti della Lega». Lo ha detto il leader Udc Pier Ferdinando Casini, in una intervista alla Stampa: «Berlusconi la smetta di giocare a nascondino. Prenda l'iniziativa. Rifiuti di subire i veti della Lega. E se troverà il coraggio di chiedere all'Italia i sacrifici necessari con misure veramente serie ed eque, allora troverà pure i voti in Parlamento».
Casini ha anche commentato le dichiarazioni di Luca Cordero di Montezemolo: «Con tutto il rispetto per Montezemolo, già due mesi fa in Parlamento io dissi: chi più ha più deve dare. La patrimoniale è un nome odioso, ma un prelievo sulle grandi ricchezze sarebbe la cosa giusta». Per Casini sono possibili interventi sull'Iva, «piccolissimi aggiustamenti»; o «meglio ancora si possono fare quelle riforme strutturali che l'Europa chiede. Incominciando dalle pensioni. L'adeguamento dell'età pensionabile alla durata della vita è ormai ineludibile». Su questo, come sulle Province, è Berlusconi che deve prendere l'iniziativa: «Si presenti alle Camere, faccia un discorso lineare, limpido e chiaro, e la maggioranza la troverà. A quel punto anche l'opposizione non potrà che fare una scelta a favore della nazione».

Rao (Udc): «Sì all'asta per le frequenze tv in nome dell'equità» - «Un'asta per l'assegnazione delle frequenze tv digitali risponderebbe innanzitutto a un'esigenza di equità e trasparenza, principi che questo governo ha finora maltrattato». Lo afferma Roberto Rao, capogruppo Udc in commissione parlamentare di Vigilanza Rai.
«Siamo ancora in attesa di sapere perché sono state sottratte le frequenze da 61 a 69 solo alle emittenti locali e perché è stato consentito agli operatori nazionali già presenti sul mercato di partecipare al 'beauty contest' per i nuovi multiplex - continua - Solo nei paesi dove la democrazia e dunque il pluralismo nel servizio pubblico radiotelevisivo non sono di casa viene concessa la possibilità di fare informazione in base a criteri discrezionali. Un conto è mettere tutti in condizione di aggiudicarsi questi spazi, un altro è favorire i soliti noti: bella differenza, solo questo esecutivo fatica inspiegabilmente a coglierla».