29 marzo 2020
Aggiornato 15:00
Manovra bis

Si allarga la fronda Pdl, in 9 delusi: faremo emendamenti

Ai 4 scettici due giorni fa, si aggiunge anche Martino: «Privatizzare i servizi locali»

ROMA - «Non abbiamo sbagliato nel giudicare deludente l'intervento del ministro dell'economia. Il decreto legge presentato dal governo è poco convincente per due ragioni fondamentali: non affronta seriamente i problemi strutturali che hanno portato la spesa pubblica al 52% del Pil e il debito pubblico a dimensioni insostenibili; e aumenta le tasse sul reddito già troppo elevate». Lo affermano i parlamentari del Pdl Antonio Martino, Guido Crosetto, Isabella Bertolini, Giorgio Stracquadanio, Giuseppe Moles, Giancarlo Mazzuca, Santo Versace, Alessio Bonciani, Deborah Bergamini in una nota congiunta. «Il presidente del consiglio, il leader politico che per primo ha proposto un coerente programma liberale, sostiene, a ragione, di avere il cuore che gronda di sangue - dicono - Eppure non è affatto impossibile almeno emendare il decreto per rafforzare e rendere più certe le misure riformatrici, come ad esempio quelle relative alla privatizzazione dei servizi locali, ed evitare un per niente inevitabile aumento delle tasse».

«PRESENTEREMO EMENDAMENTI» - «Per rispetto della parola data agli elettori, per rispetto delle nostre convinzioni, per la certezza data dall'esperienza che più tasse vogliono dire meno lavoro e meno sviluppo, abbiamo deciso di presentare una serie di emendamenti che sostituiscano le maggiori tasse con migliori riforme, che riducano l'impatto depressivo sull'economia, che riducano la spesa pubblica in rapporto al Pil», sottolineano. «Le nostre saranno proposte concrete, misurabili e diverse tra loro, di modo che il Parlamento possa discutere e scegliere quelle che riterrà migliori».
«Come abbiamo fatto in tutti questi anni, nelle nostre diverse responsabilità - concludono - siamo convinti di poter offrire al nostro Paese e alla nostra parte politica un contributo serio e responsabile. Il momento è molto difficile, non ci si può permettere di sbagliare», avvertono.

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