29 agosto 2025
Aggiornato 08:30
Emergenza immigrati

Maroni: Soggiorno in CIE non è disumano ed è previsto da UE

Il Ministro dell'Interno: «Opposizione schizofrenica, al Senato maggioranza compatta»

ROMA - «Non si capisce perché se lo dice una direttiva europea va bene e se lo diciamo noi è disumano. E' un palese caso di schizofrenia». Il ministro dell'Interno Roberto Maroni risponde così alle critiche sulla permanenza di 18 mesi nei Centri di identificazione ed espulsione (Cie) prevista dal decreto che il Senato oggi ha trasformato in legge.

Intrattenendosi con i giornalisti a conclusione del voto, Maroni ha sottolineato che oltre alla norma relativa alla detenzione nei Cie, «nella direttiva europea c'è un'altra norma che prevede che i clandestini si possono tenere anche in carcere e non solo nei Cie. Noi non li mettiamo in carcere, le polemiche sono strumentali».
Più in generale, Maroni ha espresso «grande soddisfazione per il lavoro non facile svolto dalla sottosegretario Sonia Viale e dallo staff del ministero». Con l'ok di Palazzo Madama al decreto sui rimpatri, «ci mettiamo a pari dell'Unione europea e reintroduciamo nell'ordinamento uno strumento indispensabile ed efficace per contrastare i clandestini, oltre a nuove norme per i cittadini comunitari». Quanto alla valutazione politica, «oggi la maggioranza ha dato una prova di grande compattezza, anzi, con i voti segreti i voti sono aumentati, tanto è vero che l'opposizione ha dovuto ritirare la richiesta di voti segreti, dimostrando che il rigore nei confronti degli immigrati irregolari è condiviso da molti nell'opposizione, che però non lo dicono in pubblico».