13 luglio 2020
Aggiornato 15:00
Politica & Giustizia

Emendamento blocca-Ruby, deciderà vertice a Palazzo Grazioli

Ma il Senato potrebbe rinviare il «processo lungo» per l'ok a Dl rimpatri

ROMA - L'ultima parola sulla cosiddetta norma blocca-Ruby spetterà quasi certamente al vertice del Pdl che si potrebbe tenere nella serata di domani a palazzo Grazioli e dal quale si attenderebbe innanzitutto il nome del ministro della Giustizia che dovrebbe prendere il posto di Angelino Alfano, neosegretario del Pdl. Ma in quell'occasione il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, con lo stesso Alfano, i coordinatori e i capigruppo parlamentari e forse Gianni Letta e Niccolò Ghedini, anche sull'ipotesi di presentare la blocca-Ruby. Al momento però nel Pdl restano i dubbi sull'opportunità di presentare una norma che potrebbe irritare il Quirinale perché giudicata ad personam, e nessuno scommette sulla sua presentazione.

«PROCESSO LUNGO» - E' pronta da tempo la norma che obbligherebbe il giudice penale a sospendere i procedimenti penali per i quali è stato sollevato un conflitto di attribuzione fra poteri da una delle Camere, come è accaduto per il processo Ruby nel quale è imputato Berlusconi per concussione e prostituzione minorile. Dovrebbe diventare un emendamento al ddl Lussana su rito abbreviato ed ergastolo, ribattezzato «processo lungo» per l'introduzione di norme che sottraggono al giudice il potere di «tagliare» le liste dei testi presentati dalla difesa.
Il ddl Lussana è all'ordine del giorno dell'aula del Senato subito dopo il decreto missioni, che sarà discusso e probabilmente votato domani. «Ma la capigruppo in programma domani (alle 13, ndr) potrebbe decidere di dare la precedenza al decreto sui flussi migratori», osserva Roberto Centaro, relatore del provvedimento. E Piero Longo, senatore azzurro e legale del premier, precisa che «non abbiamo ancora esaminato gli emendamenti per l'aula, non c'è nulla di deciso».