15 giugno 2024
Aggiornato 10:00
La Commissione alla Camera non accelera

I dubbi della Lega sul Processo lungo

Lussana: «Valutare il contrasto con la ragionevole durata dei procedimenti». Rao (Udc): «Paletti Lega, assenze Pdl, non vedo accelerazione...». Palomba (IdV): «E' un obbrobrio giuridico. Faremo di tutto per respingerlo»

ROMA - Una falsa partenza: la commissione Giustizia della Camera non è pronta ad accelerare sul cosiddetto ddl processo lungo, del quale oggi ha avviato l'esame. Sono soprattutto i dubbi della Lega a rendere difficile il cammino del provvedimento, per il quale ieri in conferenza dei capigruppo il Pdl aveva chiesto la calendarizzazione in aula entro ottobre. Il ddl, presentato in origine dalla leghista Carolina Lussana, all'inizio riguardava l'esclusione dal rito abbreviato dei reati da ergastolo. Ma in seconda lettura al Senato è stata inserita la norma che sottrae al giudice penale la possibilità di selezionare le liste dei testimoni in un processo, norma che secondo l'opposizione mira ad allungare indefinitamente, fino alla prescrizione, i processi nei quali è imputato Silvio Berlusconi.
Lussana, che è anche relatrice del provvedimento, ha spiegato al termine della seduta di commissione che «la preoccupazione del relatore è verificare se la ratio di queste norme, cioè garantire la parità nel contraddittorio tra accusa e difesa, non contrasti con il principio della ragionevole durata dei processi». Ai cronisti che le hanno chiesto come mai la Lega abbia ancora bisogno di tempo per definire la sua posizione su questi temi, Lussana ha replicato: «Faremo valutazioni anche politiche».

Rao (Udc): «Paletti Lega, assenze Pdl, non vedo accelerazione...» - Il capogruppo leghista in commissione Giustizia, Nicola Molteni, ha auspicato dal canto suo un «ritorno al testo originario» del ddl per quanto riguarda «la parte relativa al rito abbreviato negato ai reati puniti con l'ergastolo».
Roberto Rao (Udc) ha fatto notare che nel corso della parte di riunione dedicata al processo lungo «per il Pdl c'era solo Enrico Costa e la Lega ha preso le distanze. Non mi pare un viatico credibile per l'accelerazione chiesta dal Pdl...». Una convergenza è possibile, ha osservato l'esponente centrista, «la Lega ha messo dei paletti, noi pure intendiamo metterli su questo provvedimento, che in questa forma mina alle fondamenta il processo e quindi il sistema giustizia».

Palomba (IdV): «E' un obbrobrio giuridico. Faremo di tutto per respingerlo» - «Oltre che un obbrobrio giuridico, il processo lungo è uno sfregio alla democrazia, alle istituzioni e alla Camera che si sono visti tornare indietro un treno pieno di vagoncini tossici, ovvero, l'allungamento indiscriminato di tutti i processi, solo per favore quelli a carico del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi». Così Federico Palomba, capogruppo Idv in commissione Giustizia alla Camera, ha commentato l'inizio dell'iter parlamentare in commissione del cosiddetto processo lungo.
«Noi faremo di tutto - ha assicurato - per respingere questo ennesimo tentativo di salvare il premier. Sfidiamo la Lega: vedremo se avrà il coraggio di respingere questo schiaffo che la maggioranza di cui fa parte gli ha inflitto e se avrà il coraggio di mandare indietro questo vagone maleodorante. Se non lo farà, allora vorrà dire che la Lega ha abbandonato definitivamente i suoi valori, tradendo i suoi elettori», ha concluso Palomba.