31 ottobre 2020
Aggiornato 20:00
Caso Tedesco

Il Pd tiene su Papa, ma il no a Tedesco imbarazza. Bindi per dimissioni

Bersani chiama la Finocchiaro. Poi la «moral suasion» sul senatore

ROMA - Il Pdl Alfonso Papa arrestato dopo l'ok della Camera dei Deputati. Ma ll'ex Pd Alberto Tedesco no: il Senato ha bocciato la richiesta dei domiciliari. E questo no imbarazza il partito: Pier Luigi Bersani, raccontano, ha chiamato la capogruppo Anna Finocchiaro subito dopo il voto per farsi raccontare come erano andate le cose.

I numeri, in realtà, dicono poco: se si contano i voti e le presenze di ciascun gruppo, assicura Nicola Latorre, «noi abbiamo preso anche più voti di quelli che avevamo sulla carta». Insomma, leggendo solo i tabulati non si ricavano indicazioni utili sulla presenza di eventuali 'franchi tiratori' rispetto alla linea del sì all'arresto delineata da Bersani. Sta di fatto che il Pd rischia di apparire come il partito che ha difeso il suo uomo, mandando in carcere invece Alfonso Papa. Per questo raccontano che molti, come Rosy Bindi e Ignazio Marino, sono convinti che Tedesco dovrebbe ora dimettersi. E per questo lo stesso Bersani ha provato a sollecitare questa decisione.

Con i giornalisti, il segretario si è limitato a poche parole: «Vedremo nelle prossime ore le sue riflessioni». Ma che qualche pressione sia in atto lo si apprende da esponenti Pd di palazzo Madama. Il fatto è che la moral suasion, in realtà, è difficile da praticare, considerato che Tedesco si è dimesso dal gruppo Pd e milita ora nel gruppo misto. Anzi, al Senato non si fanno troppe illusioni: difficilmente, è la voce che gira, Tedesco lascerà il Parlamento.

Certo, l'esito del voto alla Camera attenua l'impatto del no agli arresti domiciliari per Tedesco. Con il sì all'arresto di Papa, il Pd è riuscito almeno ad evitare che girasse l'immagine di un patto scellerato con il Pdl. Ma Bersani avrebbe certo voluto evitare di dare l'impressione di 'casta' e già non aveva apprezzato l'idea di far votare contemporaneamente le due questioni.