30 ottobre 2020
Aggiornato 02:30
Caso Tedesco

Tedesco: Chiedo il «sì» all'arresto e il voto palese

«Sono sereno e tranquillo. Boiate le voci su incroci con il voto su Papa»

ROMA - Il senatore Alberto Tedesco chiederà che il Senato si esprima con voto palese a favore del suo arresto ai domiciliari, nell'intervento che pronuncerà in aula questo pomeriggio in occasione del dibattito sulla richiesta del gip di Bari nel quadro dell'inchiesta sulla sanità pugliese.

«Chiederò che non si intralci il lavoro della magistratura e che si arrivi rapidamente a processo in modo che mi sia consentito di difendermi», ha spiegato il senatore, che fa parte del gruppo misto dopo essersi autosospeso dal Pd, intrattenendosi in Transatlantico con i cronisti. «Così la procura di Bari non avrà alibi», ha affermato il senatore, che si dice convinto che l'opinione pubblica non avrebbe capito le distinzioni sul fumus persecutionis e, sull'iter processuale, esprime l'auspicio che dopo il voto odierno «non siano frapposti altri indugi alla conclusione dell'indagine».

Tedesco si è definito «tranquillo e sereno». «Chiederò - ha preannunciato- che non si voti segretamente. E' giusto che tutti i senatori si assumano la responsabilità di quel che pensano, soprattutto per evitare strumentalizzazioni». Lo stesso senatore ha spiegato che voterà anche lui 'sì' al proprio arresto in caso di voto palese mentre si asterrà qualora, invece, Palazzo Madama optasse per lo scrutinio segreto.

Quanto al rischio che il voto a suo carico si intrecci con la vicenda del voto su Alfonso Papa che si svolgerà in parallelo alla Camera dei deputati, il senatore Tedesco si è limitato a definire le indiscrezioni in tal senso «boiate...».