19 novembre 2019
Aggiornato 13:30
Governo | Maggioranza

Romano: Avanti a testa alta, inopportuno è solo Fini

Il Ministro: «Il rinvio a giudizio non ci sarà, sono vittima di una ritorsione politica»

ROMA - Il ministro Saverio Romano resta «a testa alta» nel Governo Berlusconi e si considera «vittima di una ritorsione politica» per «aver salvato con il mio voto a dicembre insieme ad altri colleghi la maggioranza e il governo». Con ferma determinazione a «tutelare in ogni sede giudiziaria e politica» il proprio «buon nome e onorabilità». E denunciare «ad alta voce la strumentalità non dell'atteggiamento delle opposizioni che hanno tutto il diritto di chiedere le mie dimissioni, se lo ritengono, » ma dell' «intervento a gamba tesa in una vicenda squisitamente politica da parte del presidente della Camera Gianfranco Fini» che ha denunciato la inopportunità della sua permanenza al Governo.

«Perchè ad oggi - ha attaccato Romano in una conferenza stampa a Montecitorio - di inopportuno c'è solo e soltanto l'intervento della stessa persona che a dicembre, spogliandosi della terzietà che impone il rivestire la terza carica dello Stato ha raccolto le firme per far cadere il Governo».

Il ministro si è detto infatti convinto che «se non ci fosse stato quel mio voto e quella scelta politica a dicembre» per compensare il passaggio di Fli all'opposizione «non ci sarebbe stata neanche la posizione giudiziaria di oggi». Ragione per cui si mostra altrettanto sicuro che il rinvio a giudizio all'udienza preliminare non sarà disposto e quindi non si porrà nemmeno in futuro un problema di sua permanenza al Governo. «Troverei per lo meno irrituale - ha risposto in proposito -che la stessa Procura di Palermo cambiasse valutazione dopo aver per due volte davanti al Gip ha chiesto l'archiviazione rispetto ad una indagine che è sostanzialmente ferma dal 2007».

«Ho la coscienza a posto - ha detto ancora il ministro affermando di non avere avuto oggi contatti con il Premier Silvio Berlusconi- e sono convinto che si accerterà la verità dei fatti. Io ho sempre avuto e mantengo il massimo rispetto per il lavoro dei magistrati ma avere rispetto significa anche dire quando le cose non vanno. E pretendere che si abbia per la mia attività politica e di governo lo stesso rispetto che io ho per l'attività giudiziaria dei magistrati».

«Il cittadino Romano - ha sottolineato - è assolutamente lucido e sereno e andrà avanti fino in fondo con la propria difesa. Il politico Romano ha il dovere di denunciare però alta voce quello che altri comuni cittadini non hanno gli strumenti per fare: gridare che è inaccettabile che i processi in Italia durino 18 anni e le inchieste 8. Perchè con queste durate, le inchieste ancor più dei processi diventano delle sentenze pubbliche, senza alcuna possibilità di difesa per chi è imputato. Favorendo le inaccettabili strumentalizzazioni come quelle di oggi nei miei confronti da parte di chi - è tornato ad accusare Fini- è pur stato a sua volta al centro di inchieste su di sè e case di suoi familiari».