31 gennaio 2023
Aggiornato 17:00
Lo sfogo del ministro su Repubblica e Corsera

Tremonti: Se cado io cade il Paese, resto al mio posto

«Sono al centro di questo doppio attacco, politico e finanziario. Ma io con questa storia di Milanese non c'entro niente»

ROMA - «Resto al mio posto, ci mancherebbe altro. Il pranzo con Berlusconi è andato bene perché finalmente ha capito che, in questo momento, io sono l'unico garante della stabilità finanziaria del paese e degli impegni sottoscritti con l'Europa». Così il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, parlava ieri al suo staff, secondo un retroscena di Repubblica. Un ministro, che in una giornata nera per la Borsa italiana e per i titoli di Stato, e da voci di sue dimissioni, avverte: «Attenti. Se cado io cade l'Italia, se cade l'Italia, un paese troppo grande per essere salvato, cade l'euro. E' una catena. Io - spiega al telefono ai suoi colleghi - ho preso un impegno per portare a casa la manovra e, almeno fino a settembre, non posso andarmene. Sono l'unico garante verso l'Europa».

Il ministro, sul piano personale, non ha nulla da temere: «Sono al centro di questo doppio attacco, politico e finanziario. Ma io con questa storia di Milanese non c'entro niente, oltretutto questa persona non aveva incarichi nel ministero. Per quanto ne sapessi io, era una persona pulita».
Un Tremonti che, come riporta il Corriere della sera, ieri confidava ai suoi di essere «tranquillissimo sul piano personale». «Sono una persona che ha guadagnato molto, ero il primo contribuente della Camera. Ma ho sempre mantenuto uno stile di vita sobrio e non ho mai avuto bisogno di favori».