5 dicembre 2019
Aggiornato 20:00
Inchiesta P4

Udc: Il Governo vuole il bavaglio, meglio non toccare le intercettazioni

Rao: «La riforma del sistema servirebbe ma non la si può fare sotto pressione del Pdl»

ROMA - L'Udc riconosce la necessità di una riforma legislativa sulla disciplina delle intercettazioni che metta fine alla pubblicazione di conversazioni private nemmeno penalmente rilevanti ma esclude che possa essere fatta in questa fase politica, con il Governo Berlusconi in carica, interessato non a regolamentare le intercettazioni ma a «una legge bavaglio».

«LA RIFORMA SERVIREBBE» - «Una riforma - ha detto a Sky Tg24 sulla massiccia pubblicazione delle intercettazioni dell'inchiesta P4 che ha riguardato anche il segretario del partito centrista Lorenzo Cesa, il capogruppo in commissione Giustizia alla Camera Roberto Rao - è chiaro che anche secondo noi ci vorrebbe. Ma non la si può fare con questo Governo e questa maggioranza così sotto pressione: non sarebbe credibile. Meglio lasciare le cose come stanno e intervenire quando ve ne saranno le condizioni di serenità».
«Noi riteniamo - ha spiegato Rao, ospite a Un caffè con...- che dovrebbero essere i Magistrati i primi a dover fare in modo che non siano pubblicate intercettazioni di conversazioni meramente private senza neppure alcun rilievo penale, come purtroppo sta avvenendo. Ma non si può assecondare una 'legge bavaglio' contro le intercettazioni come quella che si rischierebbe di fare con Berlusconi. Non possiamo smantellare uno strumento indispensabile per continuare a ottenere i risultati ottenuti nella lotta alla criminalità organizzata e a difesa della legalità. Le intercettazioni vanno assolutamente mantenute: andrebbero specificate meglio le fattispecie e l'utilizzo. Ma non possono essere di fatto impedite come si si vorrebbe con una 'legge bavaglio'. Per chi come noi non ha nulla da nascondere, non ci sono problemi: meglio questo sistema di intercettazioni che il bavaglio».