22 febbraio 2020
Aggiornato 17:30
Esteri | Tunisia

Anna Finocchiaro: dalla rivoluzione tunisina belle promesse ma anche incognite

Per l'esponente del Pd dalle prossime elezioni può uscire una pericolosa frantumazione politica

ROMA - «Ciò che mi ha colpito ed emozionato di più - sottolinea la senatrice - è che da ogni persona, in particolare i giovani, con cui scambiavi anche solo poche parole o un saluto, traspariva l'orgoglio di essere stati protagonisti della rivoluzione jasmine che ho trovato del tutto intatta nella sua promessa di cambiamento democratico. E lo è perché la gente che ne è stata protagonista rivendica con orgoglio la sua rivoluzione. Una rivoluzione non violenta, di cui i giovani tunisini sono stati i principali protagonisti, prima dei partiti e dei sindacati che pure sono stati parte della protesta popolare».

FINOCCHIARO: A TUNISI NEL DOPO ELEZIONI IL RISCHIO E’ L’ INGOVERNABILITA’
«La rivoluzione tunisina è tutta intatta nella sua promessa di cambiamento democratico. Ma, poiché legittimamente stanno mettendo a punto una legge elettorale proporzionale, per garantire la rappresentanza più ampia, c'è il rischio di una frantumazione politica in Tunisia che renda ingovernabile il Paese. Per questo le forze laiche e progressiste, che pure hanno deciso di presentarsi separate, hanno già dichiarato l'impegno di realizzare dopo il voto un'alleanza, la più ampia possibile»: lo afferma in un'intervista a 'L'Unità' la senatrice Anna Finocchiaro, presidente del Gruppo Pd al Senato, di rientro da una missione in Tunisia.

APPROVATA UNA LEGGE CHE PREVEDE IL 50% DI DONNE NELLE LISTE ELETTORALI - «Una cosa interessante è che nel frattempo è stata approvata una legge che prevede il 50% dell'accesso alle donne nelle liste elettorali. Insomma, i 'gelsomini' fioriscono ancora in un Paese profondamente laico, anche se la fine della dittatura ha significato l'emergere di tendenze che prima erano soffocate: il partito islamista, ad esempio, che ha come modello la Turchia di Erdogan, rischia di avere un successo elettorale. D'altro canto le elezioni del 28 luglio sono per tutti una grande incognita. E non può essere altrimenti, visto che sono le prime elezioni libere», continua Finocchiaro.

I PERICOLI DELL’ONDA MIGRATORIA - «La situazione umanitaria e la gestione dei flussi dell'immigrazione - sottolinea inoltre la Finocchiaro - non sono di facile gestione. Sono stata al campo profughi di Choucha e ho avuto modo di incontrare tutte le organizzazioni che vi lavorano.

GLI ITALIANI QUANDO SONO LONTANI DALLA POLITICA FANNO UN LAVORO STRAORDINARIO - La cosa che fa piacere dire è che a Choucha gli italiani stanno lavorando davvero bene. Ho potuto anche rendermi conto di persona della situazione disperata in cui vivono le persone, attualmente oltre 4 mila, nel campo, in grande maggioranza giovani, ragazzi. Vengono quasi tutti dall'Africa subsahariana, da aree di guerra. Non possono tornare indietro... L'assistenza è buona, ma la loro vita è molto dura. Non hanno niente, non possono lavorare. Una condizione tragica dell'esistenza in parte alleviata dalla gente tunisina del posto che ha dato una prova straordinaria di solidarietà».
«La presenza, l'impegno delle organizzazioni italiane è straordinaria - conclude la presidente del Pd a Palazzo Madama - Quando vogliamo, e quando non pieghiamo la nostra opera a scelte di politica interna, gli italiani sanno fare. E bene»..