20 novembre 2019
Aggiornato 15:00
Il consigliere regionale prende le distanze da Fede e Mora

Nicole Minetti: Ruby non l' ho portata io ad Arcore

Intanto Paniz (Pdl) propone: «Il processo sulla marocchina va sospeso». Tenaglia (Pd): «Ancora una legge ad personam»

ROMA - Nella memoria degli avvocati di Nicole Minetti si ripercorre il contenuto delle intercettazioni. L'obiettivo del documento è soprattutto quello di difendersi dall'accusa di prostituzione minorile in vista dell'udienza preliminare.

MEMORIA DI 12 PAGINE PER DIMOSTRARE L’ESTRANEITÀ NELLA PROSTITUZIONE DI RUBY - Con una memoria di 12 pagine consegnata ai pm Nicole Minetti si difende soprattutto dall'accusa di avere indotto alla prostituzione la marocchina Ruby e 'scarica' le responsabilità su Emilio Fede e Lele Mora, suoi co-indagati nell'inchiesta già chiusa e che porterà ai primi di maggio la Procura a chiedere il processo.

AL CONCORSO DI BELLEZZA IO NON C’ERO. FEDE SI - Nella memoria difensiva consegnata ai pm, la difesa di Nicole Minetti precisa che non fu l'igientista dentale, ora consigliere regionale del Pdl, a portare Ruby allora minorenne ad Arcore nella residenza di Silvio Berlusconi. Nel documento l'avvocato Daria Pesce spiega anche che Nicole Minetti non era presente al concorso di bellezza a Taormina dove, secondo l'accusa, iniziò l'induzione alla prostituzione di Ruby da parte di Emilio Fede.

PANIZ: FERMIAMO IL PROCESSO ALLA MAROCCHINA, E’ INCOSTITUZIONALE - Modificare il conflitto d'attribuzione prevedendo la sospensione del processo in attesa del pronunciamento. E' l'ipotesi affacciata da Maurizio Paniz, relatore alla Camera sul processo breve e membro Pdl della commissione Giustizia, ospite di SkyTg24. «Oggi il sistema prevede che se il conflitto di attribuzione è sollevato dalla magistratura, automaticamente il processo si blocca, ma se è sollevato da un'altra istituzione come la Camera il processo non si blocca», ha sostenuto Paniz.
«Secondo me non è un regime corretto, forse addirittura anticostituzionale ed è un tema sul quale riflettere perchè potrebbe essere opportuna una modifica legislativa».

TENAGLIA (PD): NON E’ VERO CHE IL CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE PREVEDE SOLUZIONI OPPOSTE - Immediata la risposta del deputato Pd Lanfranco Tenaglia: «Ecco l'ennesima norma ad personam», ha osservato. Contestando anche l'affermazione di Paniz: «Non è vero che il processo si blocca se il conflitto è sollevato dalla magistratura».